Mercatini biologici

Oggi è una sonnolenta domenica afosa di una metà luglio come tante altre, una parte della città è già in ferie a godersi l'affollato refrigerio di una spiaggia adriatica e un'altra e più cospicua parte è sfuggita ai muezzin-nici richiami delle campane a messa per ritagliarsi una lunga coda sulle autostrade e mezza giornata di sole da qualche parte. Gli altri, i meno, si trovano tra le mani una città tutta per loro che si sforza di inventarsi occasioni aggreganti e distensive per anziani e meno anziani.

Nascono così i mercatini biologici, vaghe repliche in miniatura dei più seri mercati di prodotti tipici, dove si possono acquistare prodotti di forno manufatti dai bancarellisti, salami, formaggi, vini e variegati tipi di miele. I salami, tre per 5 euro o sette per 10, andrebbero comperati e uniti al pane di farro, alle schiacciatine di kamut o ai grissini rubatà per fare da aperitivo con una cena a base di tome stagionate e seiras freschi. A chiudere mirtilli, lamponi e pesche prodotti indigeni da agricoltori che passano le settimane nei campi e i weekend nelle piazze e piazzette delle città. Tutti prodotti ottimi, tanti assaggi per tutti.

Piazza Madama Cristina, terza domenica del mese, si anima per uno di queste occasioni di mangiasbafo e occasionale acquisto: ormai le solite bancarelle ai soliti posti hanno quasi l'aria del mercato rionale. Il signore delle crostate impastate solo con nocciole senza farina, il banchetto delle paste di meliga e dei grissini, le due bancarelle dei barbera, nebiolo e barbaresco, i salami di asino, cinghiale e al tartufo in assaggio, le tome più o meno stagionate dietro le pareti di plexiglass.

Dall'altro lato della piazza, sotto l'altra ala coperta, un palchetto intrattiene con la voce delirante di qualche mancato attore un pubblico più interessato a passare un po' di tempo che ad ascoltare lo spettacolo, prova inconfutabile gli applausi stanchi che con estrema rarità percorrono il pubblico di solito in momenti poco opportuni e i silenzi profondi che punteggiano le migliori battute del commediante di turno.

Alle diciotto, con abbondante quarto d'ora accademico, si scatenano le degustazioni gratuite della confagricoltori: salame cotto, salame crudo, toma, tomini, rubatà, paste di meliga e grissini al burro vengono alacremente assaltati da gente appostata fin dalle prime ore del pomeriggio. Un signore piuttosto in la con gli anni vestito in un gilè di pelle nera liscio piazzato di fronte al formaggio e al salame sgomita via chiunque tenti di accaparrarsene una fetta e infilandosi in bocca quanti più pezzi possibile, dall'altro lato del tavolo una ragazza riccoluta e bella percorre più volte il percorso gastronomico riempiendo contenitori di fortuna e tovaglioli di ogni ben di dio, gran parte del quale finirà nella mia pancia come cena gentilmente offerta dalla città di Torino.