Violetta

Un prato verde, una calda giornata estiva sotto un cielo un po' pesante tipico di quei pomeriggi leggermente afosi fatti per rilassarsi seduti sull'erba; tre persone delle più disparate, insieme, cercano di inventarsi un linguaggio comune per scambiare emozioni superando le barriere convenzionali delle lingue imposte. Lui, forse proveninente da qualche paese africano o arabo, sfuma nella mia memoria ma lei protetta dal sole con un leggero cappello di paglia, i capelli raccolti e la sigaretta in mano è viva e indelebile.

Come questo sono tanti i ricordi che porto nel cuore di Violetta, che oggi ci ha lasciato per tornare ad essere lo spirito di Agape dopo una lunga e intensa presenza terrena che ha toccato i cuori di chiunque l'abbia conosciuta.

Ricordo quando le installai una lucetta per leggere nella stanzina in mezzo al salone, dove le piaceva dormire per essere più esposta alla confusione e all'affetto dei cadetti dalla cui energia traeva motivo di vita. Ricordo gli abbracci fuori del bar per un incontro casuale un sabato di fine estate, imprevisto, inatteso e così intenso.

Quale forza di volontà per sfidare e vincere le leggi della medicina e della fisiologia, per riuscire ad attraversare ogni anno con più fatica ma con la stessa forte determinazione le montagne che la separavano dall'amata Agape e tornare a incarnarne lo spirito una volta ancora, nonostante i dolori di un corpo sempre più consumato da una vita lunga intensa e vissuta con soddisfazione.

Ora quasi mi aspetto che Agape crolli, incapace di sorreggersi da sola tanto Violetta ne era pietra fondante e letterale fondatrice sempre fedele per tutta la vita al significato profondo che questo posto ha per tutti noi accettando i cambiamenti che il tempo nel susseguirsi di persone ha portato andando sempre oltre l'apparenza, che in molti di noi creava sterile polemica, e criticandone senza paura l'essenza quando questa è stata contraria ai principi di Agape.

Amica e confidente per molti, le riserbo l'affetto per una nonna (non me ne abbiano le mie vere) e conservo con cura i nostri lunghi scambi epistolari in un angolo di cuore, al fianco del suo ricordo. Mi piace ricordarla con l'espressione divertita, la mano leggermente alzata con la sigaretta fatta a mano perennemente tra le dita, a metà di un luglio non meglio specificato mentre sul prato intorno si muovono i ragazzi di un campo cadetti.

Cara Violetta, so che dovunque tu sia ora sei soddisfatta e felice, con un unico rimpianto: di non trovarti più tra noi per essere ancora anche nel corpo, oltre che nello spirito, ad Agape. Mani più capaci e scritture più esperte della mia serviranno per ricordare i tuoi meriti, i tuoi pregi, e perchè no anche i tuoi difetti; a me basta l'affetto che provo per te e l'importanza cha hai avuto nella mia vita come esempio forte di ideali vissuti.

Buon viaggio.