San Gimignano

Torri e autostop

San Gimignano, brillante esempio di come trasformare le torri di pietra in torri di soldi sfruttando un tessuto urbanistico preservato immutato da ieri e oggi tirato a lucido per attirare turisti come mosche anche in periodi di magra come questi.

San Gimignano, uno dei paesi in proporzione più turistici della regione, tripudio di case in pietra arroccate sul cucuzzolo e rinchiuse tra diverse cerchia di mura, dominate da una buona manciata di torri e benedette dal divieto di transito alle automobili. San Gimignano, servita solo da una linea di autobus lungo la direttiva dal nome buffo, come spesso accade da queste parti, di Poggibonsi-Siena.

Così una mattina assolata e fredda di gennaio i nostri due orsetti viaggiatori, mano nella mano e armati solo di buone intenzioni, abbordano il primo treno utile Pisa-Poggibonsi con cambio a Empoli miracolosamente puntuale atterrando poco più di un ora e mezza dopo in una piazza semideserta scoprendo con disarmante certezza che l'ultimo autobus utile della mattina per la torruta San Gimignano è partito poco prima dell'arrivo del treno.

Ma la determinazione e l'ottimismo sono due doti innate degli orsi per cui essi partono decisi e risoluti per affrontare gli undici chilometri di asfalto più o meno in salita che separano Poggibonsi da San Gimignano. Come una vera squadra si dividono i compiti: lei, ad agitare il pollice verso automobilisti che accellerano portandosi verso il centro strada per superarli comodamente, lui a calcolare quanto scarse siano le probabilità che qualcuno veramente si fermi. Ebbene, ancora una volta l'italiano automobilista si dimostra meno ostile del previsto e una gentile signora si ferma con la sua Multipla, sicuramente certa di non correre il rischio di un furto d'auto, trasformando gli undici chilometri in poco più di tre a piedi e il resto su gomma.

A sera, ritorno in autobus dopo un pomeriggio trascorso con il naso oscillante tra la guida rossa del Touring e gli edifici storici intorno a noi, trascorso con lo sguardo ora volto in alto verso la punta delle torri ora rivolto verso l'orizzonte abbracciando la bella campagna toscana pennellata dai raggi di un sole sempre basso, invernale.

Stanchi e soddisfatti i due orsetti tornano nella loro tana provvisoria per meritarsi un bagno caldo e tante coccole.