Spiaggia!

Tampa e il golfo del Messico

Nascoste tra mari di automobili e oceani di asfalto, annegate tra casette troppo basse di quelle costruite apposta per farsi distruggere dal primo uragano che fa capolino, a portata di mano ma rese irraggiungibili da parcheggi quasi inesistenti, separate dalla vera terra ferma, se così si può chiamare la Florida, da bracci di mare paciosi e ponti a pagamento, dicevo prima di perdere il filo tra innumerevoli virgole, per il paziente turista alla ricerca di un parcheggio si celano, in Florida, meraviglie di sabbia bianca lambite dall'acqua stupenda del golfo del messico, calda e azzurra,

La striscia bianca, stretta tra l'abbraccio delle acque interne e del golfo vero e proprio, sono condivise equamente da bagnanti e gabbiani in un equilibrio liquido come le onde che disegnano il bagnasciuga. Famigliole pennute con stuoli di piccoli che scorrazzanono felici e allegri sul limitare dell'acqua e gruppetti di esseri umani più o meno scalzi, più o meno rotondi che schivano i pennuti (e viceversa) passeggiando, nuotando, o semplicemente distesi a crogiuolarsi rosolandosi come pollastri fino a cottura perfetta.

Perfino le grida dei ragazzini impegnati nella costruzione di fantastici castelli di sabbia si perdono nella vastità della spiaggia e l'Unica distrazione dalla pace del risciuacquo delle onde è un solerte poliziotto che vigile pattuglia il relax dei pochi bagnanti percorrendo su e giù la sabbia a bordo di un gippone d'ordinanza molto americano e ben poco ecologico.

Ma ben poche distrazioni possono distogliere i gitanti dal paradiso che li circonda: dalla fine e morbida sabbia bianca e dal mare azzurro e dalla temperatura perfetta quel mosso tanto che basta per divertirsi a prendere le onde. Certo poi il pensiero non può che tornare alla distesa piatta e uniformemente ricoperta di strade e case che si estende poco oltre alla spiaggia e che inesorabilmente intrappola il turista bagnante per miglia e miglia prima di lasciarlo fuggire veloce sulla I-75 verso nord.