Ocilla, la Patata Dolce
sagra campagnola
... proseguiamo il nostro viaggio, sempre immersi nell'autunno della Georgia dopo aver abbandonato la striscia diritta e veloce della I-75 in direzione sud a poco più di 70 miglia dal confine con la Florida per imboccare una deliziosa serie di stradine di campagna e highway secondarie di quelle che ti fanno vedere l'america vera, l'america lontana dalle grandi città e dai modelli di vita propagandati dalla televisione in Italia.
Tra i soliti boschi autunnali multicolori e pastellosi la strada compie il suo percorso tra curve e campi di cotone, coloniale memoria di un passato sanguinoso, che con le loro piantine piene di batuffoli bianchi sembrano usciti da un altro secolo, da un altro mondo. Oggi le grosse macchine agricole che accatastano enormi covoni rettangolari di cotone pressato scacciano, quasi vergognosi, la memoria di centinaia di persone nere chine sotto il sole caldo e afoso che si spezzano la schiena prive perfino della libertà in barba al modello americano. Le macchine, enormi monumenti alla meccanizzazione, fanno da complemento alla presenza umana solamente annunciata da rare casette e piccoli paeselli come Mystic: quattro case e due cotonai, deserti.
Incrociamo, sulla nostra strada per il festival bluegrass di Riverbend, il paesino di Ocilla solitamente sonnolento grumo di case di provincia dove qualche ragazzino gioca con uno skateboard per scacciare la noia di lunghi pomeriggi caldi e immoti, l'auto dello sceriffo (una donna di colore, a Ocilla) percorre lentamente le strade del sobborgo residenziale e l'occasionale pick-up di un fattore della zona si ferma alla stazione di servizio per fare il pieno e due chiacchiere con il gestore. Oggi, Ocilla è il centro del mondo, l'ombelico della vita nella contea di Irwin, il senso stesso dell'esistenza di centinaia di persone: l'epicentro dell'evento dell'anno, la Fiera della Patata Dolce.
La strada di Ocilla rigurgita letteralmente con persone di ogni colore età e stazza, il parcheggio solitamente abbondante oggi è difficile, il traffico inesistente oggi è intasato e immobile, i marciapiedi di solito deserti oggi traboccano di gente. Capannelli di ragazzini agli angoli giocano mescolando figli dei contadini con i ragazzini che vivono nel paese, creando genghe improvvisate tra i più piccoli e cotte destinate a durare, vista la scarsità di altri stimoli, tra i più grandi.
Fiumi di famiglie bianche e nere, le prime soprattutto di stazza generosa e le seconde soprattutto molto appariscenti nella scelta di abbigliamento e accessori, intasano le bancarelle che vendono dalle cinture di cuoio agli abbeveratoi per uccellini, dalle candele fatte a mano alle pile di prodotti cinesi a un dollaro passando per bancarelle che spremono limonata sul momento o vendono dolci a base di patate, dolci.
Ci saranno addirittura alcune centinaia di persone, e qualche decina di bancarelle: probabilmente è l'evento più eccitante dell'anno in tutta la contea e noi ci siamo finiti in mezzo! L'eccitazione si taglia con il coltello, le torte pure, e nell'aria si respira energia, e puzza di fritto pure.
Facciamo quattro passi per le bancarelle, ma ci ritroviamo presto in auto per proseguire verso Riverbend e il festival bluegrass.