La giornata vola

Chiamiamolo Luca, giusto perchè è un nome così comune che potrebbe essere uno qualsiasi di noi. Luca è uno qualsiasi, nessun segno particolare se non tutti quelli che rendono ciascuno di noi così diverso che alla fine, siamo tutti uguali.

Eccolo che emerge dalle scale della metropolitana, gira l'angolo e si affretta sul marciapiede, schivando una pozzanghera e puntando deciso in direzione della sua azienda. Lo sguardo è fisso davanti a se, ma la mente sta ancora ingranando, una parte sotto le coperte, una parte sotto la doccia, solo vagamente consapevole del marciapiede davanti a lui. Tuttavia, basta quel barlume di consapevolezza per far balenare un pensiero, subito sopito: "Ma, all'angolo, non dovevi svoltare a destra? Forse hai girato a sinistra?"

Ma il tempo stringe, come al solito Luca è in ritardo, così col fiato in gola, il cuore che pulsa a mille, la fronte troppo congelata per sudare nell'cuore dell'inverno, Luca si affretta, in testa un solo pensiero, evitare un altro ritardo. Tra se e se, "Non bollare in ritardo, corri, corri dai un ultimo sforzo..."

Nella mano destra la cartella di lavoro, con qualche foglio dentro e una rivista di automobili, per darsi un contegno, la mano sinistra affondata nella tasca per il freddo dell'aria invernale, nel crepuscolo della mattina appena nata che sembra quasi sera. Stranamente, intorno a lui, solo una figura che svanisce nella nebbiolina in fondo al campo visivo. Forse, è già troppo tardi.

Finalmente! La bollatrice, e un tesserino che non vuole venire fuori, ancora uno sforzo, ed è fatta. Solo un fugace pensiero subito sopito alla scritta sul display: "mi ha segnato "out", invece che "in"?, la bolaltrice non funziona?"

Le rampe di scale fatte a due a due, un piano, un secondo e poi un terzo. Luca è davanti all'ufficio. Nell'angolo della mente, "ma il mio ufficio non era al secondo piano?"

Luca apre la porta accolto da una voce familiare: "hei, hai fatto tardi, oggi!". E' la moglie, e fuori è buio. Solo per un istante nella mente di Luca balena un dubbio: "che fine ha fatto il resto della mia giornata?"

Nell'aria di una mattinata che volge alla sera, poi è ora di cena.