La nevicata

...ad Atlanta!

Capita pure che in un insolito giorno di inverno anche nella tropicale Atlanta (che fa rima, grosso mdo, con Algeri) la temperatura si abbassi e il cielo si copra di nuvoloni grigi panna sporca, l'aria si faccia improvvisamente greve e densa spegnendo nel mondo intorno a noi l'esistenza dei colori. Quando succede tutto questo è solo questione di aspettare che dall'alto inizino a cadere fitti fitti fiocchi bianchi, soffici e larghi, poi la gente inizierà ad affacciarsi sbalordita alle finestre, osserverà con stupore e paura la neve, anomala ospite qui poco gradita.

La reazione negl indigeni è a dir poco stupefacente: un produttivo e ronzante ufficio si svuota in un attimo mentre la gente, terrorizzata dall'incredibile anomalia climatica che gli hai nvaso il mondo senza permesso, scappa di corsa (letteralmente!) verso le proprie automobili per mettersi subito in salvo verso casa, prima che misteriose e paventate terribilità colgano chiunque osasse affrontare le ire di Madre Natura guidando sotto una tranquilla nevicata che, se non fosse gennaio, sarebbe perfettamente natalizia. A sentire i locali, la neve è la peggior disgrazia che possa capitare d'inverno. A sentire i colleghi ormai acclimatati nel profondo Sud degli stati uniti, probabilmente è vero.

L'unico spazzaneve in zona lo vedremo solo il giorno dopo, quando un brillante e caldo sole avrà già sciolto ogni traccia della morbida nevicata, di spargere sale o sabbia sulle strade non se ne parla, e le automobili con il cambio automatico e senza ABS (qui, infatti, non è molto diffuso) guidate da piedi dotati della grazia di un Bud Spencer alle prese con qualche cattivone tendono a non fare ben presa sui fondi scivolosi, che siano di pioggia o neve. Le catene, misterioso oggetto di piacere perverso e sadomaso, qui sono semplicemente sconosciute. Può darsi che qualcuno emigrato dal Colorado abbia reminiscenze di giovinezza, ma per la maggior parte la neve significa macchina ferma, quindi vita bloccata. Pare pure che scuole chiuse e uffici in vacanza siano la norma, da queste parti, quando la neve invade l'asfalto dando un tocco di bianco al grigio.

Tuttavia, ignara del trambusto, la neve continua a cadere trasformando il mondo esterno in una cartolina retrò in bianco e grigio, coprendo alberi e cespugli, cassette della posta e automobili parcheggiate. Gli scoiattoli si rintanano ancora più in fondo ai loro buchi, e la neve ricopre tutto, soffice.

Non dura molto, in fondo è pur sempre come se fossimo ad Algeri (africani compresi... permettetemi la battutaccia) quindi una notte di riflessione porta consiglio al tempo che torna normale accgliendoci alla mattina dopo con un sole spettacolare e un cielo blu pastello, un 'aria gelida (il termometro segna ben -7) e le poche tracce della neve che spariscono come neve al sole non appena, ma guarda un po', il sole ci batte sopra.

Così, una nuova giornata di normale inverno comincia in Georgia, gli scoiattoli possono uscire di nuovo all'aperto e gli indigeni possono tornare al lavoro, a scuola e a fare shopping.