San Giovanni

festa magna

Capita una domenica di questo assurdo giugno che sia proprio il giorno 24, ovverosia un famoso santo altrettanto famoso patrono della città nebbiosa del nord. Preparandosi a questa felicissima occorrenza tutta la città si è messa in ghingheri: si è ordinato il bel tempo, si è detto al caldo afoso di restarsene un po' più a sud, si sono convocati musicanti, teatranti, vogatori e tuffatori.

La cittadinanza, in bell'ordine, ha indossato i pantaloncini corti della festa sotto la maglietta pulita ed è discesa a riempire le piazze e le vie del centro per gioire, assieme alle autorità cittadine, del lieto evento. I solerti evasori di addizionale Irpef comunale assieme agli sprovveduti che non sanno come aggirare le multe per la ZTL, Italioti nazionali e immigroni illestini e clandegali, graziandoci tutti per non aver ancora seguito la moda dell'altra metà del mondo con le infradito tra allucione e resto del piede, si sono dedicati a rendere festosa questa giornata di inizio estate.

Così, riversati a sgranocchiare panini con la porchetta, ingozzarsi piadine molto poco romagnole, e slinguacciarsi erotici gelati, i concittadini decidono che questa domenica è tempo di lasciarsi alle spalle i soliti solchi di via Roma per indirizzarsi lungo il fiume, sui suoi parapetti rocciosamente massicci, per farsi assediare dalle bancarelle e dai botteghini del salcicciai paninisti piadinatori, dai ciapa-ciapatori che vendono ogni genere di idiozie.

Intanto, nell'apparente calpa di un fiume che oggi non vuole nemmeno saperne di inscenare lo sforzo di spostare la propria acqua verso il proprio estuario, vogano ragazzi e ragazze, tutti e tutte impegnate a gareggiare sul chilometro, dal borgo al ponte, intrattenendo il relativamente ristretto pubblico già poco interessato con acrobazie degne dei più sgangherati e scoordinati equipaggi che abbiano mai solcato i fiumi. Sarà che la gara è molto amatoriale, o sarà il santo patrono che non vede molto di buon occhio queste attività poco pie, e molto da bestemmioni sotto sforzo. Un generoso speaker tenta di scaldare il pubblico citando noiose liste di nomi e di società rigorosamente nostrane.

Per il resto, la città si prepara in attesa della scoppiettante serata: gran parata di fuochi d'artificio a suon di musica e clou di tuffi dal ponte nelle corrosive acque del fiume sottostante. Certo, se fanno il bagno nel Tevere, questo cosa sarà al confronto? Tuttavia, agli atleti è stato consigliatgo di evitare il neoprene: tende a liquefarsi.