L'inverno

e' precipitato sulle Ande

E' quasi imbarazzante, per un inverno già di per se malriuscito, cedere in maniera così improvvisa il posto a una estate non annunciata ma nemmeno del tutto imprevista. Con il sole alto e caldo che percorre, un po' trasandato, il suo arco in un cielo talmente blu da farci dimenticare in quale umidiccio e grigio-particolato pantano ci troviamo e tutta la gente sotto che ancora non si è adattata all'incremento di temperatura degli ultimi due giorni.

Così, è facile vedere madame impellicciate passeggiare non lontano da bimbetti infagottati, almeno sciarpe e cappelli con paraorecchie non sono così comuni nel passeggio pomeridiano della grande, ma non poi troppo, città del nord. Quest'anno, non c'è dubbio, le APT del mare hanno sganciato bustarelle più sostanzione delle APT montane: l'inverno ha quindi caricato la neve nel bagaglio imbarcato (a mano, infatti, essendo a tutti gli effetti acqua non si può più portare) ed è partito per mete più miti, a bere il mate in moto, muto lungo il mato grosso di guevariana memoria.

Soprattutto, speriamo che la non si sia trovato troppo bene, perchè l'anno prossimo vorremmo che tornasse da noi. Sarebbe infatti bello rivedere, anche se solo per un giorno o due, la città imbiancata, poter andare per montagne con sci o racchette ai piedi, tremare dal freddo la mattina presto, ghiacciarsi la punta del naso e i lobi delle orecchie aspettando un bus o maledicendosi per aver scordato il cappello.

Ah, belli i tempi in cui c'erano ancora le mezze stagioni. Ah, belli pure i tempi in cui c'erano ancora le stagioni! Oggi, per avere le stagioni occorre pagare il canone. Altro che RAI: vuoi l'inverno? un viaggio in Norvegia. Li si scia benissimo. Oppure un viaggio negli Emirati Arabi Uniti, anche li si scia benissimo nell'enorme impianto sciistico condizionato nel bel mezzo del deserto. Ma in Italia, anzi nella sede delle ultime Olimpiadi Invernali, l'inverno lo hanno preso in prestito l'anno scorso, così hanno potuto mettere insieme abbastanza neve, e quest'anno si tira un po' la cinghia. Vanno in fallimento i produttori di catene per automobili, i maestri di sci riconvertiti in guide naturalistiche per far vedere ai turisti i fiorellini maggiolini a marzo, le piste di pattinaggio su ghiaccio alzano le tariffe per coprire i maggiori costi di condizionamento. Niente magra invece per chi vende combustibili: i riscaldamenti infatti vanno sempre alla grande, inconsapevoli, riscaldando case già calde e mantenendo la bolletta energetica a temperature da sottozero.

Mancano venti giorni alla primavera, quest'anno dobbiamo riscrivere le stagioni. L'autunno è finito il 21 febraio e la primavera è iniziata il 22 febraio. L'inverno? Mah, forse precipitato assieme agli altri passeggeri di quel volo boliviano che qualche mese fa ha incontrato, troppo bruscamente, le Ande diretto dall'emisfero sud a quello nord.