E l'inverno?

Oh, quelle uggiose sonnolente assolate giornate d'inverno animate solo da una imprevista gara di canottaggio sul fiume di vaga e ilare celoduristica memoria, in cui due passi per il centro hanno lo scopo di guadagnarsi un angolo di prato (o di panchina, nel caso il primo assomiglio troppo a un gabinetto per quattrozzampe salcicciformi e scodinzolanti) per lasciare scorrere il tempo in un relax altrimenti impensabile nel resto della feriale settimana. Un libro, una bella ragazza tra le braccia, e il sole pigro che percorre il cielo ormai già in traiettoria più primaverile che invernale.

Ah, approposito del libro e della bella ragazza tra le braccia, togliti lettore quel sorrisino dalle labbra "eh, cosa dovresti fare invece del libro, con una bella ragazza tra le braccia" per due buoni motivi: uno, il libro mica ho detto che lo leggo, e due, quello ho fatto dopo con la bella ragazza tra le braccia resta nella sfera del privato e dell'intimo.

Queste giornate sono l'ideale per far correre la mente alla settimana appena trascorsa e riordinarne gli eventi, farne un po' un bilancio ma senza giudizio, così per dare un senso maggiore alla vita che oggi, tra stress e urgenza, scorre via senza riflessione. Conclusione, di solito, è una pennica pacifica.

Resta la domanda, ma dove è finito l'inverno?