Tra le nebbie del nord

una domenica in bici

Ah, che pacchia la Grande Pianura del nord! Ah che delizia questa landa abitata dall'Homo Cellodurus e dall'orso Padano, unico plantigrado ad aver sviluppato un nuovo e speciale senso dell'orientamento: la sirena antinebbia.

Oggi è proprio una di quelle tipiche domeniche tardo autunnali gennaiole in cui almeno i coraggiosi uccelli in grado di librarsi sufficentemente in alto possono godere di qualche raggio di sole mentre i poveri terricoli non possono fare altro che, su ruote o su gambe, tentare di sfidare la Nebbia alla ricerca di qualche buco attraverso cui un raggio di sole riesca a penetrare sciogliendo umido e freddo.

Sono le giornate come questa che la Nebbia si guadagna la maiuscola diventando un'incarnazione corporea e sostanziosa di se stessa, spessa come un muro di cemento armato, pervasiva come un pernicioso raffreddore in un ufficio affollato e ovattante come due tappi di cera. Così la Nebbia diventa padrona della Grande Pianura, isola gli indigeni dal sole e conduce per mano gli automobilisti al disastro giù per il fosso dietro una curva nascosta.

E' proprio oggi, in una giornata del genere, che i nostri due coraggiosi ciclisti inforcano le gloriose dueruote che insieme fanno quattro ruote due catene e uno specchietto, e si dirigono baldanzosi con sciarpa e guanti alla volta di Stupinigi, la famosa palazzina di caccia della oggi risibile famiglia ex-reale. Attraverso parchi, su e giù per sovrappassi, intorno a rotonde e su ponti di varia natura il percorso ciclabile parte del cuore della grande città per raggiungere la meta quasi ormai immersa nella natura.

Scaldati solo dall'amore, i due matti affrontano i banchi di Nebbia e i richiami delle sirene, nascoste solo pochi metri oltre il ridotto limite di visibilità come su omerici scogli nelle acque perigliose della tangenziale. Al rientro, con le mani strette intorno a calde tazze di te non resta che asciugarsi i capelli daLL'umido abbracio della Nebbia e ripromettersi di ripetere l'epopea in tempi più propizi.

Bel giro, però!