Viaggiare in treno

ordinarietà

Ah, Ferrovie Italiane! Ah vanto di una nazione e splendore luccicante del progresso tecnologico di un paese che si protende dinamico e forte verso il domani del mondo esigendo, di diritto, il proprio posto nel gotha dell'industrializzazione e della tecnologia.

Ora, ci sono diverse categorie di viaggiatori che salgono sui treni del gruppio Ferrovie dello Stato. Non ci interessano, qui, i viaggiatori abituali pendolari delle brevi distanze che ogni giorno per due volte prendono lo stesso treno, spesso fatiscente puzzolente e sporco, tra casa e lavoro, quelle persone quindi che sono vittime impotenti del sistema costrette a subirne le angherie e pagarne il biglietto. Similmente non ci interessano, qui i viaggiatori per mestiere, quelli per cui salire su un Eurostar o un InterCity su una qualche tratta ad alto contenuto monetario come Milano-Roma o Bologna-Napoli, è una routine che, azzimati, espletano sistemando la ventiquattr'ore nell'apposito scomparto sopra la testa accavallando le gambe sul sedile con il naso affondato nell'ultimo numero del Sole 24ore. Nemmeno, qui, ci vogliamo occupare dei viaggiatori pendolari su lunghe distanze: quelli che armati di enormi valige atte a traslocare case intere intraprendono la lunga odissea da sud a nord per rientrare, dopo lunghi periodi di studio o lavoro, all'amata padre matria dove la nebbia non arriva e le ragazze sono più rotonde.

No, qui ci interessano quei viaggiatori che scelgono consapevolmente e fors'anche masochisticamente, il treno come mezzo di trasporto per piacere, per spendere qualche giorno lontano da casa visitando posti esotici se non nella distanza per lo meno nello spirito.

E' chiaro, quindi, che questi viaggiatori non potranno che avere uno sguardo limitato e particolare sul sistema di trasporti, le loro impressioni non potranno essere considerate genericamente valide per tutto il sistema: critiche, cattive impressioni e così anche buone impressioni andrebbero considerate come parziali e poco obiettive se non altro per l'esperienza saltuaria.

Occorrerà quindi non tenere in grande considerazione i commenti di due viaggiatori saltuari sulla tratta Torino-Venezia quando si lamentano di vagoni sporchi, sedili spesso scuciti o palesemente macchiati, porte guaste che ripetutamente sbuffano come fastidiose vaporiere tra una fermata e l'altra non ben decise a restare aperte, o chiuse e un banale ritardo di due ore e mezza su una tratta di tre ore. Il motivo, più che legittimo, questa volta è un incidente dovuto a un treno merci in una galleria: ma come si può togliere il dubbio, al viaggiatore casuale, che sia solamente un caso?

Il livello tecnologico di una nazione si può, volendo, misurare tramite lo stato delle sue infrastrutture e soprattutto dei suoi mezzi di trasporto. Qui, ragazzi, siamo messi male. Però, forse, qualche miglioramento c'è.