I sensi dell'autunno

un po' triste

L'autunno è una stagione eccezionale, una stagione che ti prende tutti i sensi: l'odore dei prati perennemente umidi, i gialli e i rossi delle foglie secche, il gusto delle castagne calde, i rumori ovattati nella nebbia del mattino.

In autunno capita spesso che lo spazio sia suddiviso in due: il mondo del sole dall'aria limpida, in alto, dove sempre più basso il sole percorre il suo arco quotidiano avanzando verso l'inverno, mondo popolato da aerei che spuntano e spariscono come delfini, e da cime di montagne che stanno solamente iniziando a provarsi le livree invernali i bianchi frac e le tuniche di panna montata. In basso, il mondo dei terricoli, immerso nell'umido e nello smog che vanamente attese piogge non si decidono a sciogliere, popolato da bipedi vestiti di nero e di grigio inscatolati lungo strisce grige e circondati da palazzoni grigi schiacciati sotto un coperchio grigio di nuvole mentre la loro esistenza striscia giorno dopo giorno in attesa di tempi, e climi, migliori.

Nel mezzo, interregno ovattato e sottile, un materasso di nuvole pigre: non di quelle cariche e minacciose, ne di quelle sbuffate e approssimative ma un serio e convinto immoto strato impenetrabile dal ricercato grigio amorfo, collezione autunno-autunno 2006.

Ma fidatevi, sopra c'è il sole. Se avete ali sufficentemente robuste o riuscite a spiccare salti sufficentemente alti potreste bucare le nuvole e, sopra, scoprire un mondo completamente diverso.