Serata stanca

la finestra

Ore 19.15, il TG ha già finito la quotidiana rapida carrellata delle espressioni politiche per lasciare spazio alle varie notizie spicciole deputate a tranquillizzare la popolazione sul rischio dell'ultima epidemia o far da cassa di risonanza a mostre d'arte che altrimenti non collezionerebbero abbastanza pubblico.

Con un occhio alla TV e l'altro sulla forchetta, in un tentativo di strabismo dettato dall'ipnotismo televisivo e dalla consapevolezza che la pasta si fredda, Andrea concentra le orecchie come una antenna direzionale sulla voce dell'annunciatrice cercando di filtrare il sotto fondo di blah blah che proviene dalla moglie alla sua destra, sicuramente concentrata su qualche dettaglio poco importante di qualche vicenda successa, o immaginata, oggi.

Il piatto di plastica dura sulle ginocchia, il sedere sul tappeto e la schiena appoggiata al divano, un metro più avanti uno di quei vecchi televisori un po' tondi ma già a colori recuperato in qualche rivendita di mobili usati per pochi soldi. In una mano la forchetta per cacciare i quattro salti in padella in bocca, l'altra impegnata a tenere fermo il piatto e sulla maglietta chiara una macchia fresca di sugo. Chiara segue le notizie un po' apatica e sola, con in mente una lunga serie di tazze e bicchieri abbandonati per la cucina, da lavare.

A casa Bertini non si guarda mai la televisione durante la cena, come nelle famiglie di una volta la visione della scatola nera è riservata a determinati momenti doposerali in base alla programmazione. Così mamma papà e i tre figlioletti masticano con vigorosi movimenti del gomito destro la minestra della sera, ricca di fibra e di verdure, ma tragicamente povera delle patatine fritte che Matteo, anni sei, desidera mentre Luca, anni sette, pensa a come scampare ai compiti che deve fare e Marco, anni cinque, gioca con il cucchiaio disegnando ghirigori sulla superficie della minestra. La mamma Anna, 30 anni e il destino di completare il poker evangelista in famiglia, ascolta il papà criticare il proprio capufficio per qualche comportamento poco corretto nei suoi confronti.

Michele è appena entrato in casa, anche oggi ha fatto tardi e sa che Ruben si arrabbierà di nuovo. Nel salotto/ingresso/cucina del loro mini appartamento la TV accesa fa da sottofondo al rumore dell'acqua che bolle sul fuoco, chissà da quanto, in attesa del rumore delle chiavi nella toppa mentre Ruben seduto al tavolo con la testa appoggiata sul gomito gira un occhio stanco dal TG al suo compagno, anche oggi, come troppe altre sere, in ritardo.

La moglie di Andrea, il marito di Anna, Michele, Chiara, non si conoscono, vivono e lavorano in città diverse, conducono vite completamente opposte spesso desiderandosele a vicenda, ma in questo istante sono tutti quanti accomunati dalla televisione accesa che porta la stessa inquadratura in tutte le loro case, come se avessero una finestra che si apre sullo stesso cortile su una specie di film di Hitchcock moderno solo più assurdo.

Michele finirà per sbattere la porta e chiudersi in bagno senza una parola e Ruben non alzerà la testa. La famiglia Bertini finirà a letto presto nella sua componente biblica mentre babbo e mamma si daranno da fare per completare l'assetto evangelistico, sperando che sia maschio altrimenti si chiamerà Giovanna. Chiara ha appoggiato il piatto per terra e si è raggomitolata stringendosi le ginocchia, addormentata davanti alla pubblicità. Andrea ha lasciato la moglie a sparecchiare e scalcia lontano le pantofole con il telecomando in mano e il sedere sprofondato nella sua poltrona.

Domani sarà un altro giorno, e ci sarà un altro TG a chiudere la giornata.