Sabato mattina

sessione fotografica

Un sabato piovoso, una giornata prevista brutta ma non così tanto, la giornata in cui i miei concittadini torinesi assieme a un manipolo oggi non più esiguo come una volta di turisti armati di cartina e scarpe comode si avventurano per il centro a cercare svago e sollazzo fugace tra un po' di shopping e due vasche prima che la pioggia, prevista e attesa con rassegnazione, calchi tutti sotto le ali rassicuranti e protettive dei portici di via Roma.

Nel frattempo, l'oocasionale passeggiatore del sabato si imbatterà, nell'inevitabile giro a piedi con perno su piazza Castello, in un accrocchio di stands di una nota compagnia di telefonia cellulare allestiti per promozione in vista del concerto che si terrà la sera. Stormi di zelanti ragazze abbondantemente bionde, e non con solo quella come dote di abbondanza, attirano gente sparando cards omaggio con effimeri MMS omaggio, shampi omaggio, omaggi omaggio, così che a simili emozionanti attrattive la gente non può rimanere che magneticamente attratta, così mano a mano che la piazza si riempie l'Enrico ed io ci appostiamo pronti con le nostre rispettive dotazioni fotografiche per rubare l'anima ai passanti, o meglio in mancanza di merce tanto rara, rubare almeno l'occasionale starnuto, sguardo scazzato, bacio innamorato, bambino gelatato, passante rilassato.

Certo la fauna del sabato mattina non ci delude e non si fa attendere, tra i tanti soggetti (tutti reperibili su www.gardiol.org, sezione foto) ripresi ci sono lentiginosi bambini scazzati vestiti con maglie firmate, alle prese con gelati grossi come macchie difficili da far andare via, perplesse coppie madre figlio senza unità di vedute ma brillanti perlomeno nell'abbigliamento, bambinetti che dalla prospettiva del passeggino già hanno capito dove gira il mondo e pontificano frignianti messe di fronte al pubblico mentre la parrucca della nonna, piegata su di lui, cerca di trovare il capriccio che placherà la giovane indignazione.

Nell'angolo, una precoce caldarrostaia porta sfortuna gufando neve, inverno e passanti con in mano un caldo cartoccio che pregustano dita bruciacchiate nel tentativo di sbucciare le castagne. Intanto, nella giornata ancora calda di fine estate la donna, dalla stazza adatta alle lunghe giornate al gelo di gennaio, larga e curva sul sacco incide le tonde minacce d'inverno alle porte prima di darle in pasto alla croccante fiamma del piatto dove cuoceranno.