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Sinceramente questa mattina è con dispiacere che abbandoniamo il piacevole ed economico Camping Nelson dove, eccetto per il gruppo di ragazzi casinisti di ieri sera, siamo stati molto bene ed a pochissimo prezzo, per essere Polinesia.

Tant'è, riprendiamo il bus per l'aeroporto che, lentissimo, ci porta al nostro check-in in quasi un'ora. In bicicletta avremmo fatto prima, se il sedere solo non ci dolesse ancora da ieri! Oggi ci tocca un solito ATR-72 con destinazione Bora-bora e scalo intermedio a Huahine.

Paesaggisticamente parlando Bora-bora è certamente una delle isole più spettacolari, con la sua montagna dalla forma a V che rappresenta proprio la polinesia nell'immaginario collettivo. Non per nulla questo aeroporto, residuato bellico americano, era l'unico scalo internazionale dell'arcipelago prima che aprissero Faa'a a Tahiti.

L'approccio è meraviglioso, prima aereo mentre superiamo l'isola per imboccare il sentiero di discesa sulla pista, poi marino sul catamarano che collega il motu dell'aeroporto con il molo di Vaitape, capitale dell'isola. Qui ci aspetta un truck che promette di portarci al nostro campeggio e che poco a poco supera tutti i posti di interesse dell'isola: supera spiagge bellissime ed angoli mozzafiato, prima di intraprendere la parte sfigata dell'isola, la zona dove la montagna è sbancata per costruire case e dove si trova il nostro (per nulla economico) campeggio: su un metro quadrato di terra dietro un deposito degli autobus, di fianco ad una serie di caterpillar parcheggiati sul bordo di un canale di scolo.

Almeno il trasporto in spiaggia è gratis, per cui ne approfittiamo quanto prima (vista l'impossibilità di trovare una alternativa valida e che costi meno di 150 euro a notte a testa). Matira beach! Il paradiso sulla faccia della terra delle spiagge! Da sola, vale qualsiasi incoveniente di soggiornare a Bora bora, che per il resto è un'isola mostruosamente sovrapprezzo, molto sovracostruita e piena di gente poco cordiale.

Il sole picchia da morire ma c'è un po' d'ombra: l'acqua ha la temperatura ideale per stare a mollo, l'aria ha la temperatura ideale per asciugarsi, il vento mitiga il sole e la cristallina trasparenza azzurra dell'acqua lascia vedere le mante che nuotano fino a riva. Difficile chiedere di più, la sabbia è candida e compattissima, non si solleva per nessun motivo pur restando soffice e morbida sotto i piedi, la corrente tiene l'acqua pulita e la barriera corallina in lontananza aggiunge una riga di colore al panorama. ";}}s:5:"title";a:2:{s:5:"title";s:13:"Bora Bora (1)";s:8:"subtitle";s:26:"Il paradiso... sarà vero?";}}