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Mamma mia, ma chi ce lo ha fatto fare? Questa mattina

abbiamo brillantemente deciso di noleggiare una coppia di bici per intraprendere il giro costiero dell'isola pedalando! Bella idea, splendida... non fosse per il malissimo al sedere causato da un sellino troppo duro e scomodo; non fosse per la lavata colossale che ci siamo presi a metà dell'unica salita seria dell'isola, bagnati fino alle mutande. Ma imperterriti abbiamo terminato i 60km di circuito prima di riconsegnare le bici perfino prima dell'orario previsto.

L'isola in sè è carina anche se le attrattive sono poche. Graziosa la cascata, forse, in periodi più bagnati in cui il rivoletto piscioloso di oggi si trasforma in un torrente d'acqua verticale alto centinaia di metri e largo forse venti, per fortuna la lussureggiante vegetazione del bosco compensa la delusione idrica.

Un po' meglio, nel paese alla base della cascata, lo spettacolo di danze tradizionali per turisti (oggi è la giornata del turista, infatti) dove abbiamo la rara occasione di vedere un gruppo locale ballare una specie di danza del ventre corale ed ambo sessi, movimentata e colorata raggiunge il suo culmine quando i danzatori acchiappano gente tra il pubblico per farla ballare con loro, con buona gioia di un signore di mezza età (lei è giovane e mezza nuda) e pure di una signora di altrettanta mezza età (lui è muscoloso e mezzo nudo). Noi ci dedichiamo ad assaggiare il cibo locale a base di pollo in latte di cocco, ipo (pane di cocco) e verdure bollite. Fenomenale il succo d'ananas fresco spremuto sul momento: mezzo ananas nel frullatore e il bicchiere sotto.

Dopo l'interludio turistico Moorea finisce di scorrere sotto le nostre ruote a forza di pedalate senza grosse meraviglie, fatto salvo il panorama della lagula, le palme, il cielo, l'oceano, solite cose, lungo la strada del ritorno. Catartica la salita dietro il Sofitel, saranno state le secchiate d'acqua che si sono abbattute su di noi, già citate all'inizio di questo blog, dopo averci fatto giocare a nascondino con la pioggia sotto le tettoie trovate lungo la via.

Così purificati, e tornati al campeggio, ci concediamo un favoloso tramonto dai colori caldi e morbidi, di quelli che cambiano il mondo intorno a te immergendoti in un sogno ad occhi aperti, in una cascata di arancioni, gialli e mille tonalità dorate. Come contorno, un micro motu (motu-iti) in controluce e la barriera corallina con i bianchi frangenti all'orizzonte.

Quando si dice fortuna, battiamo tutti i record qui: tre pile rotte in una notte... Evviva il campeggio!

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