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Buongiorno Huahine! Oggi è il nostro secondo giorno sull'isola e ci risvegliamo sotto un cielo leggermente minaccioso, tendente al nuvoloso scuro, ma con schiarite di blu sfuggenti. "Thon", detto Gaston, il nostro amico di ieri rincara la dose promettendo che oggi, eh pioverà... Beh, intrepidi, noi decidiamo di sfidare la sfiga e dirigerci nuovamente verso la spiaggia di ieri, la migliore dell'isola, quella sulla costa sud, approfittando così per terminare il giro dell'isola sull'ultima strada che ancora non abbiamo percorso, immersi in una vegetazione lussureggiante, su strade miste, asfaltate e non, sempre a bordo del nostro coraggioso ed intrepido motorino.

Incrociamo l'autocisterna municipale che pompa acqua nei serbatoi degli abitanti lungo la strada - quei cosi neri rotondi che assomigliano a delle bacinelle alte tre metri col coperchio -, bambini che giocano a palla lungo la strada, pochissimo trafficata, che ci salutano con la mano mentre passiamo. Sulla spalliera di un ponte, un ragazzino osserva un gallo che zampetta su e già per una striscia di terreno. Pochi svaghi, eh, da queste parti.

La nostra spiaggia, oggi, è deserta. Colpa forse delle nuvole scure che continuano a passarci sopra la testa e tengono a bada i raggi più forti del sole. Ma forse, per oggi, è meglio così almeno il poco sole non è sufficente per scottarci e posso permettermi di ridurre un po' le applicazioni di creme. La giornata scorre rilassata, tra qualche bagno, un po' di tintarella e tante buone letture sulla spiaggia che resta quasi deserta e silenziosa, solo il rumore lontano della barriera corallina a tenerci compagnia.

Solo verso le 15, finalmente, decidiamo di iniziare a preoccuparci sul serio della minaccia decantata dalle nuvolone scure e riprendiamo lo scooter in direzione Fare, risalendo l'isola per la costa orientale, la più bella anche se più lunga, per concederci un po' di cultura visitando ancora una marae, come se non ci bastassero di già. Questa però è più maestosa delle altre, con la piattaforma alta e massiccia e nuguli di insetti fastidiosissimi che annunciano, quasta volta si, la pioggia. Ecco allora l'immagine di due impavidi cavalieri sul loro fedele due ruote a tutta manetta (o al meno quanto il fondo lo consente) che corrono su una strada sterrata, paralleli alla pista dell'aeroporto, con davanti un piccolo squarcio di azzurro e tutto intorno minaccioso nero, sferzati dal vento e bersagliati dall'occasionale goccia d'acqua che, haimé, ormai li ha presi in pieno.

Giusto in tempo per l'acquazzone, fradici, rientriamo nel nostro bungalow per arrangiarci una cenetta ristoratrice. ";}}s:5:"title";a:2:{s:5:"title";s:23:"Huahine, secondo giorno";s:8:"subtitle";s:23:"L'altro lato dell'isola";}}