a:3:{s:4:"type";s:9:"threelist";s:9:"structure";a:3:{s:4:"left";a:2:{s:4:"data";a:0:{}s:5:"style";a:3:{s:5:"width";s:4:"auto";s:6:"margin";s:3:"0px";s:3:"top";s:3:"0px";}}s:5:"right";a:2:{s:4:"data";a:3:{i:0;a:2:{s:4:"type";s:6:"upload";s:4:"data";a:5:{s:3:"set";s:12:"pacifico2008";s:4:"file";s:12:"dsc_3958.jpg";s:5:"title";s:0:"";s:5:"style";s:21:"plugin_upload_image_a";s:4:"text";s:7:"Muriwai";}}i:1;a:2:{s:4:"type";s:6:"upload";s:4:"data";a:5:{s:3:"set";s:12:"pacifico2008";s:4:"file";s:12:"dsc_3983.jpg";s:5:"title";s:0:"";s:5:"style";s:21:"plugin_upload_image_a";s:4:"text";s:8:"I Gannet";}}i:2;a:2:{s:4:"type";s:6:"upload";s:4:"data";a:5:{s:3:"set";s:12:"pacifico2008";s:4:"file";s:12:"dsc_4012.jpg";s:5:"title";s:0:"";s:5:"style";s:21:"plugin_upload_image_a";s:4:"text";s:26:"Auckland da One Three Hill";}}}s:5:"style";a:3:{s:5:"width";s:4:"auto";s:6:"margin";s:3:"0px";s:3:"top";s:3:"0px";}}s:4:"body";a:2:{s:4:"type";s:4:"text";s:4:"data";s:3210:"

Quindi, riprendiamo dall'arrivo ad Auckland: dopo due notti grosso modo insonni, 20.000km di viaggio e amenità simili noleggiamo un'auto e ci immettiamo con un po' di incertezza in un traffico che guida dalla parte sbagliata della strada. I primi problemi, molto pratici, sono cambiare con la mano sinistra e svoltare a destra che non si capisce minimamente dove guardare per evitare l'incidente. Tutte quelle piccole cose che uno da per scontato quando guida qui vanno imparate di nuovo, tutte quelle sensazioni automatiche e risposte istintive ora non funzionano e i sensi sono alla massima allerta. Che brivido, sulle strade strette e tortuose, quando un'auto ci supera veloce in senso contrario!

Il nostro programma di viaggio prevede due soste principali: la prima è Piha, una bella spiaggia oceanica e selvaggia dopo una lunga e tortuosa stradina. Il panorama fatto di scogliere ripide, spiaggia chiara e scura, lunghissime onde da surfisti in neoprene (l'acqua è fredda, qui è ancora inverno anche se solo per oggi) è meraviglioso e pure la fauna umana composta di tanti tamarri con le macchine truccate e ribassate che si praparano a passare il sabato sera del primo giorno di primavera (domani) al mare con birra in barba al divieto di alcolici. Tira vento, e il sole fa capoliono sono a momenti per mitigare il freddo. La gente indigena, ciabatte e maglietta. Noi, golf di lana e pile.

Seconda tappa: Muriwai, un poco più a nord è una spiaggia ancora più selvaggia dove la violenza del pacifico si manifesta nelle rocce grezze sferzate dalle onde, lunghissime, spumose per la marea che scende, battuta dalle onde alte metri e, in lontananza, punteggiate di surfisti. Qui la fauna locale si compone di grossi Maori che mangiano fish and chips sul cofano della macchina, una scuola di bagnini che fanno esercitazioni all'asciutto e la allegra colonia di Gannet, le sule neozelandesi, che bianche con il becco scuro punteggiano le roccione più esposte sull'oceano, e i turisti dai belvederi che le osservano con teleobiettivi di ogni foggia e focale.

Ultima tappa, o meglio destinazione finale, Auckland. Localizzato il nostro economico ostello giriamo per downtown a piedi. Ci colpisce lo strano mix tra USA e Asia, i palazzoni moderni di vetro e cemento mescolati ai palazzi sempre imponenti in mattoni a vista. La gente in giro, parecchia ma non tanta per essere un sabato sera nella città più grossa della nazione, è un gradevole mix di etnie dai tratti somatici europei ed asiatici. E' evidente una grossa comunità orientale e ne approfittiamo localizzando il "sushi train", il ristorante giappoense più carino, buono e colorito della città con gli avventori e i cuochi che parlano in lingua originale e animano il locale scaldando il nostro corpo poco avvezzo all'inverno locale (se pur tiepido) e il nostro animo ormai stanco alle 19 di sera che ci sembrano le 23: in fondo, arriviamo dall'estate, noi altri europei.

Rientriamo a fare le meritate nanne mentre Queen's Street si popola di gruppi di ragazzi caciaroni e un po' tamarri, ma dall'aspetto ingenuo e bonaccione, mezzi nudi, loro, nel freddo di quest'inizio di primavera.

";}}s:5:"title";a:2:{s:5:"title";s:14:"Nuova Zelanda!";s:8:"subtitle";s:17:"Sabato (e uno...)";}}