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In partenza! Finalmente dopo tanto tempo e tanti voli, un Boeing 747, enorme, il Jumbo Jet a due piani, e pure scomodo stipato come una stalla. Finalmente, sembra incredibile iniziare dasvvero questo viaggio così tanto preparato e atteso, mesi di preparazione e di delicato incastro per voli e prenotazioni!

E' tardi, è ora di vacanza. Tutto è pronto ma sembra sempre che qualche ultima cosa manchi dalla valigia, già piena. Non siamo lontani dal limite di peso per i futuri voli interni alla Polinesia: 32,8kg in due, e il limite è 40kg.

Attraversiamo di corsa tutto l'aeroporto di Fancoforte, visto che gli imbarchi per i 747 sono proprio dall'altra parte di un treno e due lunghissimi corridoi oltre al solito numero di controlli di sicurezza. Ora siamo pronti all'imbarco, perderemo in sostanza due notti di sonno: una oggi e una domani, prima dell'arrivo ad Auckland, N.Z.

Teheran, Calcutta, Nuova Delhi. Le prime 10 ore di volo per Bangkok ci porteranno ad attraversare il Mar Nero, il Mar Caspio, la Georgia, l'Iran, l'India e altri staterelli minori lungo la strada. Fuori, sole e luce, tanta, la notte breve breve tipica dei voli verso est passa senza farsi notare e la giornata procede assieme al volo.

Aeroporto di Bangkok: moderno, ma non molto spettacolare come ci avevano raccontato. La Tahilandia è bassa, piatta. Vedremo, alla fine del nostro viaggio.

Buffa la gente, piccoletta ma non bassa, molto orientale, asiatica, e tutta in tiro alla "Royal Silk Lounge", la lounge per i Gold member Star Alliance, il tutto da la sensazione di essere fatto per colpire i viaggiatori occidentali, unici ospiti del luogo. Inservienti, ragazze, ovunque fino all'esagerazione di affrettarsi in bagno a ripulire non appena tu ospite ne sei uscito. Un poco imbarazzante.

Secondo "leg" del nostro viaggio, un Boeing 777 della Thai bello, grande e spazioso. Il servizio sembra quello di una Business, e la comodità solo quasi. Colorato, nei sedili a tre tonalità rosso, viuola e blu e nelle vesti del personale che riprendono i gli abiti tradizionali Thailandesi. Il motto "As Smooth As Silk" è rispettato per tutte le dieci lunghissime ore ancora necessarie per coprire gli altri 9000km fino alla Nuova Zelanda, superando l'enorme Australia sotto di noi. Gli altri passegeri sono gente mista, asiatici, Neo Zelandesi, indiani, un bel melting pot da fare invidia alla migliore New York. Musicale, il thailandese, negli annunci a bordo.

Finalmente, dopo 22 ore di volo e quasi 30 ore dalla partenza, a Torino, finalmente atterriamo ad Auckland, prima tappa, se pur breve, del nostro viaggio. La Nuova Zelanda ci ammette con un sorriso e una simpatica annusata di un bassotto dedicato a scoprire chi porta illegalmente frutta e verdura fresca nella nazione, poi siamo fuori e inizia la vera avventura!

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