(Parigi) i Musei

Parigi è una città che trasuda letteralmente cultura, al cui confronto persino le più belle chiese d'Italia non sono che pallidi simulacri dell'arte che rimane. Credo che fare il conto di tutti i musei che costellano Parigi come un grappolo di supernove intorno alla via Lattea sia impossibile, probabilmente solamente Roma potrebbe batterla, quantomeno in numeri.

Non mancano le sorprese inattese: come il museo Gustave Monceau, costruito da lui medesimo quand'era ancora in vita e terminato pochi anni dopo la sua dipartita dalla città a cui è stato donato, oggi notevole, anche se più per l'architettura della casa (appositamente ristrutturata dal pittore per ospitarvi il mausoleo della sua opera) e il gusto un po' vittoriano delle stanze private addirittura dedicate alla memoria della madre. Migliaia di quadri, disegni, schizzi a testimoniare il lascito che, in un impeto di sfondata modestia e un rigurgito di autostima, monsieur Gustave ha deciso di concedere ai posteri.

Nemmeno mancano i segni della magnificenza - non che non ce li aspettassimo dopo aver percorso gli Champs-Elysée o asserci storti il collo a guardare la punta della Tour Eiffel da sotto - come il museo Jaquemart-André, nella casa della coppia omonima, ricchissimi amanti dell'arte, soprattutto italiana, dal '500 al '700, che potendo spendere ogni anno il doppio dell'intero portafoglio a disposizione di tutti i musei di Francia si sono addirittura portati a casa interi soffitti del Tiepolo direttamente da Firenze. Enormi bassorilievi, affreschi lunghi dieci metri, pale d'altare, busti baffuti e marziali, arredi sacri, vasi, camini intarsiati. Tutti rigorosamente grandissimi nomi come a sottolineare che l'arte non solo deve essere bella ma soprattutto acclamata sulla scena internazionale affinché porti con se valore mondano e prestigio, oltre all'estetica, che comunque non guasta.

Ovviamente, non da meno possono essere i musei principali... Ma non parliamo del Louvre la cui visita richiede, da sola, una settimana a Parigi, immergendosi con pinne e boccaglio nelle sue immense sale e non solo correndo alla ricerca dei pezzi di massimo prestigio. Bisognerebbe soffermarsi sulle migliaia di pezzi minori solamente per notorietà, certo non per bellezza o valore. E allora ci troveremmo in coda sotto le splendide vetrate della moderna piramide trasparente, ennesima sfida vinta di una Parigi che cerca di svettare nel mondo di oggi armonizzandolo con quello che la ha resa grande ieri. Invece, passiamo oltre senza soffermarci, spostiamoci sull'altro lato, attaversiamo la Senna ed ecco, sulla rive gauche, quasi di fronte allo stesso Louvre, sorgere imponente la splendida la struttura della vecchia stazione ferroviaria D’Orsay, oggi museo di arte pittorica impressionistica (post e pre inclusi, giusto per completezza). Da Monet a Van Gogh, da Manet a Picasso, al visitatore non rimane che immaginarsi antichi treni con i fumaioli che si fermano stridendo tra un quadro e l'altro, passeggeri in abito lungo e cilindro che puntano il bastone col monocolo sotto il meraviglioso orologio in ferro battuto che segna l'ora di partenza dei treni. Purtroppo i microfoni ci ricordano a intervalli regolari di fare attenzione ai borseggiatori, e il sogno svanisce nella realtà concreta di oggi.

Tutti in carrozza, si parte!