Ritorno!

(Ecuador, USA, Italia)

Di buon mattino, o forse meglio dire talmente presto che non è ancora nemmeno tardi, lasciamo l'hostal San Bias e ci rechiamo prontamente, un po' addormentati, all'aeroporto di Quito, un po' agitati per il lungo e complesso viaggio che ci attende.

Proviamo a ricapitolarlo: partenza ore 6.30 da Quito per Bogotà (Colombia). Poi Bogotà - Miami, e ancora Miami - Atlanta (20.30, circa). Poi, per finire, domani, Atlanta - Francoforte e Francoforte - Torino. La prima tratta, oeprata da Avianca, la seconda da Lufthansa.

L'aeroporto di Quito è piccolino e non molto organizzato. La cosa più efficente è il pagamento della tassa necessaria ad uscire dal paese. Ladri! Insomma, con un po' di sonno e di attese finalmente ci imbarchiamo sull'MD83 Avianca con destinazione Bogotà! Il viaggio inizia! Partiamo!

Forse.

Ci stacchiamo dal gate con i soliti annunci blah blah, entriamo in pista e iniziamo a rullare, sempre più veloci, fino al sonoro "tud" e alla folata di puzza di bruciato che, all'improvviso, costringe il pilota a frenare bruscamente e portarci fuori dalla pista pochi istanti prima di staccarci dal suolo. Per fortuna non si scatena il panico a bordo, anche se siamo tutti visibilmente shoccati. Sbarchiamo e lì inizia il vero incubo.

Abbandonati da tutti, in balia del personale di Avianca totalmente incompetente e incapace di prendere qualsiasi decisione, di fare qualsiasi cosa, ci troviamo abbandonati a noi stessi. Per fortuna il nostro allenamento da Italiani prende il sopravvento e riusciamo a farci imbarcare sul volo successivo, che parte semivuoto nonostante l'enorme coda di gente davanti ai check-in, perchè il personale Avianca non è in grado di gestire "l'emergenza". Insomma, non senza un po' di cuore in gola riusciamo finalmente a decollare (sempre su un MD83...) e raggiungere la Colombia.

A questo punto, ovviamente, abbiamo perso la nostra unica coincidenza possibile per Miami, per cui dobbiamo presentarci all'immigrazione Colombiana dove richiediamo un visto per "un ora", giusto il tempo di andare al banco dell'Avianca e riuscire a farci riprogrammare le nostre connesioni fino ad Atlanta. Ci viene "emesso" un biglietto nuovo, Miami - Atlanta, con Delta, scritto a mano su un pezzo di carta tipo velina. Quel "prezioso" pezzo di carta il giorno dopo ci provocherà controlli di sicurezza aggiuntivi da parte delle sospettose autorità USA, ma almeno ci porterà fino a destinazione in tempo per prendere il nostro intercontinentale per casa.

Fatiche finite? No, perchè il tanto promesso albergo a Miami svanisce nel sogno quando ci troviamo in un aeroporto quasi deserto senza nessuno che ci dia supporto. Dobbiamo attendere con pazienza (2am) che l'addetto ai bagagli finisca il turno per riuscire a parlargli e ottenere il nostro albergo, fortunatamente a due passi dall'aeroporto visto che la connessione Delta, il mattino dopo, è alle 5. A conti fatti, resta solo poco più che il tempo di una doccia e di appisolarsi.

Che giornata!

Finita? No, scopriamo sgradevolmente che all'hostal San Bias ci hanno messo le mani nei bagagli e rubato alcuni articoli personali.

Addio Ecuador, ci sei piaciuto, ma dubito proprio che ci rivedrai presto!