Espagnola

(Isole Galapagos)

Questa notte la navigazione fino all'isola Espagnola, quella più a sud-est dell'arcipelago, è stata piuttosto agitata. Si sono aperti tutti i cassetti dei letti e pure andare in bagno ha richiesto una perizia equilibristica non da poco. Tuttavia, tutto ciò non ha influito minimamente sul morale dei nostri compagni di viaggio e così, questa mattina, dopo la solita lauta colazione, ci siamo diretti verso Punta Suarez con i canotti. Lo spettacolo era fantastico, con le onde alte che si infrangono sulla barriera di scogli messi a protezione del piccolo faro automatico per poi percuoterlo di fianco spumeggiando. Le onde, alte qualche metro, sono possenti e l'atmosfera affascinante.

Ci infiliamo con i canotti nel punto dove i frangenti sono già indeboliti e ci godiamo lo spettacolo dei leoni di mare che fanno surf sulla cresta delle onde pià alte confondendosi un poco per delfini. Approposito di leoni di mare, per poter scendere dai canotti dobbiamo, come al solito, cacciarne uno che si è piazzato in mezzo allo scaletto e ci osserva curioso. Il resto del giro ci porta di nuovo in mezzo a sule di nazca, piedi azzurri, fregate dal collo rosso, fringuelli di Darwin, leoni di mare ruttanti e puzzolenti e iguane marine sputazzanti e immobili in attesa che la temepratura si scaldi, ma questa volta nella livrea rosso nera del periodo dell'accoppiamento.

Due sono le vere attrattive di questa isola: gli albatros bianchi, maestosi uccelli dalla testa grossa e il becco giallo che hanno bisogno di alcuni metri di rincorsa, o di un precipizio, per riuscire a spiccare il volo tanto sono pesanti ma, una volta in volo, possono volare per oltre 1000km senza atterrare, dormendo pure in volo. Restano, infatti, sull'isola per nove mesi prima di farsi un giretto in villeggiatura sul continente. Come quasi tutti gli altri uccelli nidificano, qui, per terra e possiamo vedere anche diversi cuccioli, pulcinetti piuttosto grossi tutti grigi e dall'aria poco sveglia.

Per decollare, gli albatros, si gettano dalla scogliera e questo ci porta all'altra meraviglia: una ripidissima scogliera vulcanica altra una cinquantina di metri resa bianca dalla spuma del mare mosso che si frange sulle rocce frstagliate. Una leggera bruma e il cielo che si sta rischiarando danno al panorama il giusto sapore di selvaggia magnificenza, viva potenza tangibile e respirabile.

Peccato solamente per l'orrido gruppo di americani (statunitensi, cioè) oscenamente sformati come solo alcuni di loro riescono a diventare.

Peccato anche che la presunta nuotata pomeridiana con i leoni marini si sia risolta in una nuotata e basta (tranne l'incontro ravvicinato di Jason con una sula che si è tuffata a pochi centimetri da lui).Sbarchiamo quindi su Gardner Bay, meravigliosa distesa di fine sabbia bianca totalmente colonizzata da leoni marini di ogni dimensione, età e sesso. Passeggiamo su e giù per la spiaggia, osservando e interagendo con i cuoi abitanti. Compresi i grossi e buffissimi pellicani, specie di gallinacci a papera con il lungo collo ripiegato sotto il becco e le zampe larghe e scomode che li obbligano a una camminata stile Paperino.