Isola Genovesa

(Isole Galapagos)

La prima notte di navigazione è passata tra ripetuti risvegli e sballonzolamenti da un lato o dall'altro fino al mattino, prima di trovare un po' di pace nel rollio.

La nostra imbarcazione ci ha portato nell'insenatura dell'isola Genovesa, l'isola più a nord-est dell'arcipelago, dove la mattina grigia e umida ci vede nuovamente spalancare gli occhi per la meraviglia mentre facciamo il giro della scogliera sui canotti: davanti ai nostri occhi sule dai piedi blu, sule dai piedi rossi e sule mascherate. Fregate, pellicani,che un po' ci osservano curiosi e un po' ci mostrano il didietro del tutto incuranti della nostra presenza.

Incrociamo anche leoni di mare, come quello che si mette di traverso sui gradini dell'approdo, dormendo sulla roccia col suo muso peloso e baffuto.

Questo è l'unico posto al mondo dove per vedere gli animali occorre far rumore, invece che silenzio. E questo pensiero prende corpo quando, passeggiando sull'isola, dobbiamo evitare i nidi delle sule e quasi litigare con quelle che non ci vogliono far passare. Spettacolo comune sono, ormai, i nidi con i pulcini a portata di braccio. Lo spettacolo è fantastico, tranne che per l'infinito cielo bigio che ci grazia solamente di qualche raggio di sole sporadico.

Ma è solo, però, nel pomeriggio quando sbarchiamo sulla spiaggetta dall'altro lato dell'insenatura che ci troviamo davvero a fare gli intrusi in uccellolandia (e non fate battute a luci rosse, qui): il sentiero si snoda tra degli alberelli quasi arbustosi che offrono il nido a centinaia di sule e di fregate, dove per passare dobbiamo chiedere continuamente il permesso a becchi azzurri e pulcini ingrifati mentre questi dormono, si fanno la toeletta o rigurgitano il pasto ai piccoli, lasciandosi fotografare come se nulla fosse.

Sulla spiaggia una piccola colonia di leoni di mare ignora noi umani mentre un piccolo litiga con la mamma che non gli lascia una tetta e si rotola molto goduriosamente nella sabbia fina. Pultroppo per quando riusciamo finalmente ad immergerci con pinne e maschere anche gli ultimi leoni di mare di sono già ritirati all'asciutto, ma l'acqua è fresca senza essere gelida e ci godiamo la nuotata tra pesci colorati, mante e pure alcuni squali bianchi piccoletti che dormono sul fondo.

Il ritorno a bordo della Monserrat II, stanchi morti, ci vede alle prese con una nuova cena pantagruelica e poi via, in navigazione verso Santiago e Bartolomé, per domani.