Black Turtle Cove e Monserrat II

(Isole Galapagos)

Oggi è il giorno di inizio della nostra crociera! Sveglia non troppo tardi, colazione abbondante a base di uova e toast, e ci facciamo portare fino al "terminal terrestre indefatigable" per prendere l'unico bus, quello verso l'isola di Baltra e l'aeroporto, quindi l'ormai quasi abituale mix di bus, barca e bus fino a raggiungere il piazzale di terra battuta dell'aeroporto. Ivi giunti, non senza trasbordi e qualche gomitata su bus troppo carichi, facciamo la conoscenza della nsotra guida, tale William un ecuadoriano vestito da esploratore con un bel cartello "Monserrat II" sulla pancia, gli occhiali scuri per il sole e il cappello tenuto sotto il mento dallo spago.

Presto veniamo spediti verso la nostra nave, la Monserrat II appunto, che è un bello yacht del 2006 con 16 posti passeggeri e circa dieci persone di equipaggio, due ponti più sun deck dotato di tutti i comfort immaginabili. Forse anche dovuti, visto il prezzo del biglietto. Veniamo accolti con le caramelle da un cameriere zelante, e quando raggiungiamo la nostra cabina scopriamo che è graziosa e confortevole anche se i letti sono decisamente versione nanetti. Tutto è riverstito il radica e legno, e non manca nemmeno il lettore DVD nella sala comune. Pare proprio che non ci faranno mancare nulla, e questo è bene, visto quanto abbiamo pagato.

Vabbè, basta lamentarsi del prezzo, e godiamoci il viaggio.

Presto, il tempo di atterrare, ci raggiungono anche i nostri compagni di viaggio: Pepe, un single autraliano di origini italiane, solare e aperto. Il trio: lei di Atlanta, il marito colombiano e la nipote idem ventenne single. -Una giovane coppia di australiani (Jess e ) in viaggio per tutto il sud america -Jason l'inglese trentenne che ha mollato il lavoro per farsi un giro in giro per il mondo -Itay, giovane israeliano proveninente dalla Colombia -Una giovane coppia tedesca ( e ) -Una anziana coppia tedesca (Elsi e Rudi) residenti a Guayaquil per qualche sfigata combinazione di vita. -E infine, noi due.

Cominciamo prontamente nel pomeriggio recandoci per un giro in canotto (dinghy ride) alla baia di Tortuga Nigra, fitta di mangrovie e di sule dai piedi azzurri che si tuffano davanti a noi per pescare, lasciandosi precipitare ad ali chiuse in acqua sul pesce preda, poveretto lui. E poi le grandi tartarughe marine che ci nuotano intorno facendo casino con il loro respirare a pelo d'acqua, ora curiose, ora temerarie. Le sule sono divertenti soprattutto quando rispuntano dall'acqua con un pesce in pancia e sembrano delle papere, mentre in piedi sugli scogli assomigliano ai pinguini. Giriamo con i canotti per i canali tenendo la testa bassa per evitare le mangrovie impiccione e ogni tanto, sullo sfondo limpido pochi metri sotto di noi, si intravedono degli squaletti pinna bianca lunghi circa un metro o poco più che sonnechiano nelle acque tranquille.