il Laser Shoiw

a Stone Mountain

Se mi chiedete in che cosa si differenzino gli europei dagli americani, al brucio, la risposta sarebbe sicuramente: la disillusione.

I primi, con alle spalle secoli di forme di governo differenti e una storia di dominati e dominanti, sono più restii a illudersi che il mondo si possa suddividere in buoni e cattivi divisi solamente da un oceano per lato. I secondi, molto infantili nella loro ricerca di miti e di giustificazioni storiche, spariscono il mondo in buoni e cattivi, pretendono di scriverne i nomi sulla lavagna e si muovono come ragazzini un po' "ciula" (perdonatemi il piemontesismo) che con la sincera volontà di fare del bene non si accorgono dei danni che procurano.

Questa sera ci siamo recati, con un collega simpatico, a vedere il famoso "laser show" di Stone Mountain: per lui prima volta, per me ripetizione dall'anno scorso. Patriottismo, pacchianesimo e bimbesca semplicità infarciscono la serie di scenette che riempie la serata, da quando fa scuro per un'oretta buona. Certo tecnicamente i potenti laser verdi che tagliano l'aria, la combinazione di fuochi d'artificio fiammate alte una decina di metri e laser multicolori, meno potenti, che disegnano vignette sulla parete di roccia della Stone mountain impressionano. Però un certo senso di esagerazione fin troppo comune in tutte le cose americane rovinano l'altrimenti carino susseguirsi di storielle e musiche.

Unica sequenza veramente bella quella che vede la proiezione di figure geometriche caleidoscopiche insieme a musica elettronica molto intrigante.