L riunione in Texas

ordinario stress da burocrazia

Cosa c'è di meglio di una serata in casa, una serata non dico ancora primaverile perchè è chiedere decisamente troppo però almeno non più forzatamente invernale, una serata di quelle che quasi devi chiudere il termosifone troppo caldo, con una colonna sonora frizzante e dinamica come il Barbiere di Siviglia (Callas/Galliera alla Scala) e, finalmente, l'animo in pace.

Questa settimana mi trovavo in quell'amena e sonnolenta cittadina quasi marittima ma non troppo di Pisa per far delle robe con la bimbesca compagnia di un gruppetto di simpatici marescialli d'aeronautica che ora non merita descrivere oltre, quando ho ricevuto una chiamata vocazionale dall'azienda di quelle a cui subito rispondi "Pronti!" non consapevole che tra il dire e il fare c'è di mezzo l'incertezza e lo stress. Bene o male è lecito pensare che se l'azienda vuol mandarti da qualche parte dovrebbe avere l'interesse e la motivazione per farlo. No? Beh, non sempre ciò che è logico è vero, anzi inizio a convincermi che sia l'esatto contrario.

Ciancio alle bande, che qui mi si accuserà di anti-patriottismo aziendale, veniamo ai fatti concreti, agli elementi probatori, o in mancanza di questi per lo meno alle intercettazioni telefoniche:

Mercoledi, in mattinata: ricevo una telefonata dal capo che mi chiede se sono disposto a partecipare a una riunione il mercoledi seguente. Rispondo, ah ignaro e imprudente, certo si che son pronto (chiedendomi tra me e me perchè mi si stia telefonando fino a Pisa per questo). Ok, risponde il capo, perfetto. Dove, chiedo io, iniziando a sentire puzza di bruciato: un ignoto e sperduto paesello del Texas non troppo lontano da Dallas, cioè in pratica due passi, comunque meno di 12 ore di volo. Non vi tedio oltre sulle motivazioni e i contenuti della riunione, ma comunque ancora ora mi chiedo perchè non si potesse fare in videoconferenza, nell'era di internet intercontinentale, della comunicazione globale e delle balle interplanetarie.

Mercoledi, un po' dopo: vengo ricontattato per questioni burocratiche (passaporto...) e, visto che ormai un poco mi sono ripreso, ho la prontezza di spirito di chiedere conferma del fatto che mi stanno inviando a una riunione della durata di una giornata in Texas: Si, confermato, partenza martedi mattina e rientro giovedi sera. Ricasco nello stato di basimento perplesso di prima.

Giovedi, in mattinata: capo mi richiama, spiegandomi che, visto la mia lontananza dall'ufficio, provvederanno lui e "RDP" (Responsabile Di Programma) con cui dovrò condividere il viaggio a preparare la burocrazia necessaria per biglietti, soldi, prenotazioni.

Giovedi, pomeriggio. Mi chiama RDP, la riunione è stata allungata: martedi e mercoledi. Quindi si partirebbe lunedi invece di martedi, ma tutto è comunque in dubbio perchè ora occorre modificare le missioni e far firmare di nuovo tutte le autorizzazioni alla catena di sant'Antonio richiesta nel caso di missioni transoceaniche, e il tempo è poco.

Venerdi, ore 11.00: mi chiama il RDP comunicandomi un cambio ulteriore di programma, lui partirà la domenica e mi raggiungerà in loco il lunedi sera. Mi informo, e scopro che il mio volo partirebbe alle 6 di mattina lunedi. Scopro anche, per mia iniziativa di indagine, che siamo in lista d'attesa per il volo di ritorno, per cui chissà, forse non si torna venerdi, forse giovedi, forse sabato chissà, forse già che ci siamo scappiamo con il ricco anticipo e ci rifugiamo in qualche paradiso tropicale alla faccia dell'azienda per il resto della nostra vita.

Venerdi, ore 16.30: mi chiama l'agenzia viaggi comunicandomi che sono ufficialmente prenotato sul volo di ritorno in classe economica. Almeno una certezza. Forse.

Venerdi, ore 17.00: mi chiama il capo, comunicandomi che benchè tutte le carte biglietti e anticipo missione siano stati consegnati a quella gemma di collega che gentile e forse mossa a pietà si presta sempre a far da fattorina per buste paga biglietti e simili amenità quando mi trovo lontato da casa, la partenza risulta rigorosamente in stand-by e in dubbio perchè manca una firma fondamentale per autorizzare chissà che cosa.

Venerdi, ore 20.10: telefono in ufficio al capo, che becco per un pelo sulla porta, già chiusa, che fugge per casa e ho, infine, finalmente, la risposta deifnitiva (?): "si, forse dovrebbe essere tutto a posto, tu comunque lunedi presentati all'aeroporto,forse le sette e passa firme ci sono tutte, pare."

Venerdi, ore 20.25: chiamo per conferma definitiva il RDP e ottengo un "tutto ok!, Tutto fatto, lunedi partiamo! Probabilmente. Comunque ci vediamo lunedi sera in Texas."

Manca ancora sabato e domenica. Se lunedi partirò per quella sperduta landa texana ve lo farò sapere, e vi porterò un piccolo pozzo di petrolio come souvenir.