Quillisascut farm

Quillisascut farm (WA)

Rick e Loralea, la sorella del Pat che ho conosciuto a Atlanta, sono sempre delle persone squisite e ospitali e la loro fattoria è sempre un posto che sembra esistere al di fuori degli stati uniti. Il cibo, naturale e semplice, contrasta violentemente con quello che normalmente farcisce il grosso dei piatti della cucina statunitense, che non è scadente come molti pensano anzi spesso si mangia bene, ma è mostruosamente carente sul piano della varietà. Hamburger, bistecche, tacchino, maiale, pollo fritto, verdure fritte, patate fritte, patate bollite, purea di patate compongono il menu della totalità dei ristoranti dalla costa est all'oceano pacifico. Le bistecche sono sempre ottime, tenere e succose, il pollo è sempre fritto a puntino senza essere unto e il maiale è sempre molto gustoso e tenero: non ci si può lamentare per la qualità, e tanto meno per il prezzo da cui molti ristoratori italiani dovrebbero prendere spunto, però la varietà è gravemente carente.

Dopo una splendida notte nella casa dove Loralea e Rick tengono i corsi di cucina, ci siamo alzati e abbiamo passato la mattina a giocare con le cinquanta capre che sfornano il latte necessario a produrre gli ottimi formaggi della Quillisascut farm, grazie alla perizia e alla cura di Rick e alla pazienza di Loralea. Le capre sono animali molto sottovalutati dal pensare comune, tanto per cominciare non sono per nulla sceme e la fama di testardaggine nasce dall'osso del cranio che è duro come la pietra più che dal carattere. Ci siamo infilati nel prato dove la comunità caprina si godeva l'ombra di un alberello con il preoccupato Edo che esitava a scnasare le curiosissime capre che gli si affollavano intorno, annusandolo, leccandogli le braccia per il sale depositato dal sudore, e spingendolo sulle gambe. Certo le capre dovrebbero essere più famose per la curiosità che per la testardaggine, soprattutto i vari capretti che quasi mi salivano addosso per annusarmi e leccarmi la faccia, così per cementare la nostra amicizia a prima vista ho iniziato a raccogliere l'erba più verde fuori dal recinto: l'avessi mai fatto! All'inizio solo i capretti ci seguivano e facevano sparire in pochi istanti le grosse manciate verdi che gli tendevamo, poi anche i loro genitori si sono svegliati e ci hanno raggiunto iniziando a spingerci e springersi a vicenda per una manciata d'erba. Non solo, facevano pure le schizzinose sui singoli fili d'erba!

Dopo un po' di questo gioco gli adulti ne hanno avuto abbastanza e se ne sono andati richiamando i piccoli, lasciandoci soli come due fessi a scambiare sguardi melanconici con tre perplesse mucche poco distanti. Abbiamo resistito alla tentazione di scodinzolare anche noi per scacciare le mosche e ci siamo incamminati ferso la fattoria, risalendo la china del prato.

Il pomeriggio, dopo una breve visita a Kettle Falls, abbiano fatto un giro sulle sponde del lago Roosevelt, formato dal fiume Columbia, fino al paesello di Inchelium, abitato per lo più da nativi, tra sonnolenti stradine e il lago poco distante.