Luna e il New Mexico

Las Cruces (NM) arizona (AZ)

La giornata di oggi ci ha visto sforare con orgoglio la soglia delle 2000 miglia percorse dalla partenza, cioè abbiamo viaggiato per più di 3200km a bordo della nostra cocchina, che miglio dopo miglio ci ha condotto con fedeltà fino in Arizona.

Abbiamo lasciato Las Cruces e ci siamo diretti verso l'Arizona lasciando da parte tutte le rotte tradizionali e turistiche, puntando su strade secondarie che attraversano zone impervie risalendo montagne e avvitandosi tra boschi di conifere fino a 2500 metri per poi ridiscendere in valli così lontane dai corridoi delle grosse interstate che la gente che ci vive conserva un definito aspetto da vecchio west, signori in jeans e cappellone a falda larga che mangiavano con noi al "red barn" di Silver City, la cassiera così larga che serve l'auto per girarci intorno, la cameriera dai lineamenti nativi americani che a stento parla l'inglese.

Per arrivare a Silver City bisogna superare due passi, il primo alto 2500 metri, seguendo una stradina tortuosa che si inerpica tra pini alti e fitti mettendo a dura prova il cambio automatico e la già scarsa ripresa della cocchina, ma vincitori arriviamo in cima tra panorami mozzafiato che fondono insieme deserto cespuglioso e foreste di pini, con scorci lontani di pianure desertiche e un cielo sopra le nostre teste come mai l'abbiamo visto.

Lungo la strada da Silver CIty in avanti attraversiamo un paio di violenti temporali pomeridiani, di quelli che per dieci minuti trasformano la strada in un fiume costringendoci a inserire la trazione integrale e procedere a velocità ridotta, superando l'occasionale torrentello fuori posto o colata di fango impicciona che invade la strada. Dopo che tutto è finito ci concediamo una pausa a Luna, ultimo paesello prima dell'Arizona, dove facciamo qualche acquisto in un negozietto di cose fatte a mano da artigiani locali e nativi, bellissimi oggetti di legno, di pelle, di rame e di ceramica. Facciamo amicizia con la signora che gestisce il posto e scopriamo di essere i primi italiani a passare di li e di essere anche i primi europei di questa estate. Queste sono piccole soddisfazioni che si aggiungono alla meraviglia della natura che ci circonda.

Poche miglia dopo sbuchiamo in Arizona, dove il panorama combia nuovamente e ci ripropone un deserto però più colorato e più brullo di quello del New Mexico. I limiti di velocità si adeguano alle strade nuovamente dritte e filiamo veloci vero Holbrook, poco ameno agglomerato sorto intorno alla I-40 a poche miglia dal Petrified Forest National Park dove andremo domani.Popolato di finti negozietti che vendono oggetti Navajo fatti in india e ristorantini serviti da native larghe come montagne dal viso serio e corrugato.

Complessivamente una buona giornata, il lamentoso Edo ha contribuito nelle espressioni di meraviglia e stupore per il paesaggio sempre diverso e sempre ricco di colori, scorci e bellezza.