15/giu/05

Sole e misure

Questo posto è il paradiso dell'impiegato medio. Le previsioni del tempo minacciose continuano a sparare rischio pioggia, temporali e brutto tempo mentre giorno dopo giorno il cielo è sempre più limpido, azzurro, le ultime nuvole scappano via affrettandosi a inseguire la perturbazione che ormai è triste ricordo di un weekend uggioso. I pomeriggi uscito dal lavoro sono tornati a essere la rilassante routine di piscina, sole e lettura. Sarà dura riabituarsi al clima di Torino e soprattutto alla mancanza di una piscina a portata di ciabatte.

Questo pomeriggio ci hanno portato in giro a visitare i laboratori di misure della Lockheed, cioè quei posti dove scoprono che un chilo pesa un chilo e dove misurano che i tubi da un pollice hanno il diametro di un pollice. Per portare a termine con successo questo difficile compito occorre uno sforzo davvero imponente che include stanze a temperatura controllata, personale altamente qualificato, e un gran giro di strumentazione. Solo per fare un esempio, in tutto lo stabilimento hanno circa 3000 misuratori di coppia che ogni 90 giorni devono essere tarati e controllati TUTTI. Non bisogna però pensare che un lavoro così raffinato sia portato a termine da infermieri in camice bianco dentro sale disinfettate e asettiche, Danny infatti è un uomo sui cinquanta passati con un paio di pantaloni eleganti sotto una maglietta bianca da salumiere (grosso modo altrettanto pulita) e un paio di scarpe da ginnastica con cui probabilmente ha gareggiato la "mille metri sul letame" di Marietta, ed è pure inciampato. Il capo del laboratorio è Johnny, una specie di omino Michelin uscito male dallo stampo e finito in un qualche momento della sua vita in una pressa che lo ha leggermente squadrato e decisamente sciolto. Una specie di pera infagottata dentro una maglia e un paio di pantaloni che non nascondono minimamente rotoletti di ciccia messi in punti innovativi. In realtà Johnny non è grasso, ha solamente l'aspetto gelatinoso, è una visione davvero Kafkiana coronata da un accento dell'Alabama masticato e arrotolato, inconfondibile. Redneck? Ci scommetterei... un cavallo!

Oggi è nato un nuovo soprannome per un collega, di Pomigliano, che ancora era anonimo: Just man. Spesso ho parlato dell'inglese di testina ma certamente non è l'unico show del gruppo. Just man nel meeting di oggi in circa venti minuti di domande è riuscito a infilarci ben settantacinque "just" cioè una media di circa 3,5 "just" al minuto. Certo non possiamo farglielo notare durante il lavoro altrimenti Just man si offende. Così non possiamo fare una battuta sull'argomento, altrimenti si offende. Però tre just e mezzo al minuto, è un record!

Le fetiche erculee e le imprese omeriche di organizzare i fantomatici quattro giorni al Grand Canyon e Las Vegas dei tre colleghi, testina, Luca e Armando, procede imperterrita come una telenovela tra colpi di scena e scenate. Non bisogna sottovalutare il difficile compito di scegliere un motel, testina e Luca stanno diventando scemi per trovare un posto che costi meno di 100$ al giorno che abbia tre letti e i controcazzi. La mattina è passata scremando tutti i motel disponibili ma con un nulla di fatto perchè privi di cartina sotto mano i due non erano in grado di valutare se potevano effettivamente raggiungere i motel in giornata o meno. Il pomeriggio è passato tra due scelte: una a circa 106$ a notte e una a circa 140$ a notte, che però usufruendo di una fantomatica e improbabile "military rate" scendeva a 95$. Ho paura che Luca si sia fatto trascinare troppo dalla smania indecisionale di testina che lo porta a non riuscire mai a prendere una decisione definitiva in tempi utili.