Verso nord, Mt St Helens

Di nuovo nello stato di Washington

Oggi abbiamo risalito lo stato di Washington da Portland e Vancouver (WA) fino a Tumwater. Questo conclude grosso modo l'anello del nostro viaggio. I prossimi giorni saranno meno di viaggio e più di sosta, non faremo tratti maggiori di un paio di centinaia di chilometri al giorno.

La tappa, spettacolare, di oggi è stato Mt. St. Helen, il vulcano lungo le Cascades che il 18 maggio 1980 è esploso perdendo circa 1600 metri di cima che sono stati in parte sparati in aria in parte franati nelle valli circostanti. La cenere è arrivata a oltre 800 chilometri di distanza.

Purtroppo la giornata non è stata molto bella, le nuvole hanno coperto il sole tutta la mattina, però lo spettacolo è maestoso. Le ultime trenta miglia di strada si snodano in una valle completamente ricolma di detriti e resti di colate laviche che ancora oggi, dopo 25 anni, sono spoglie poichè alberi e arbusti non riescono ad attecchire.

Alla fine della strada si viene all'improvviso messi di fronte al monte vero e proprio: sembra un soufflé che si è sgonfiato al centro o un panettone in cui qualcuno ha infilato un piede. Prima era alto 9900 piedi (3000 metri circa), oggi solo 4500. Tutto intorno le creste vicine incorniciano scure il canale che migliaia di tonnellate di fango, neve, roccia, alberi e lava hanno scavato puntando verso il fiume Columbia che ne ha avuto la foce intesata per mesi.

La grandiosità e la potenza di quello che deve essere stato si può solo immaginare dalle impressionanti e enormi tracce che ancora oggi, dopo un quarto di secolo, sono visibili. Non ci sono state molte vittime per fortuna perchè il vulcano era attivo da settimane e i paesi erano stati evacuati.

Mt St Helen dopo l'esplosione del 1980 Un orignale porta antenna