In giro per Portland: John Kerry Live

Incontri occasionali per una grande città

Siamo a Portland, lungo il fiume in centro. Siamo spettatori del comizio di John Kerry, anzi John Forbes Kerry ribattezzato JFK localmente. Per ora hanno parlato una serie di personaggi secondari di rilevanza locale, poi ha suonato Bon Jovi dal vivo in acustico e hanno suonato "Jhonny be good" un paio di volte. C'è una fiumana di gente, noi siamo riusciti a entrare nel gruppo che ha pagato 10 dollari (noi no), e riusciamo a vedere il palco anche se siamo assolutamente lontani. Sole, caldo. Distribuiscono bottiglie d'acqua gratuitamente. Tutto intorno, polizia, anche appostata sul ponte e in cima ai palazzi circostanti come cecchini. Intorno a noi, giovani, mamme con bambini piccoli, anziani signori su sedie improvvisate, passeggini allo sbaragio. Poi manifestanti pro-Bush che cantano "four more years" e sono rintuzzati da contro cori "three more months". Gente con magliette, spille, cappellini pro Kerry.

Una tipa prende il microfono per fare un po' di "cheerleading" per scaldare la platea (c'è bisogno forse?) "when i say president, you say Kerry" e poi inizia a dire "president! president!" e cose simili. Ci prova per un po' ma poi non ha molta fortuna e molla il microfono. Attendiamo tutti che Kerry appaia mentra sfilano gli autobus ufficiali dietro il palco e delle trombe registrate suonano una marcia trionfale.

Parla la moglie di Kerry. Belle parole di giustizia, libertà e altri blah piuttosto ideali ma che fanno presa sugli animi. Sono cose che indubbiamente farebbe piacere sentire anche da politici in Italia. La folla esulta, Kerry parla bene alla gente, e la sa entusiasmare. L'eccitazione si può sentire pulsare nell'aria intorno a queste migliaia di persone che esultano, applaudono, fischiano, urlano, tutte per lui.

Alla fine siamo riusciti a sgomitare più vicino al palco per fare qualche foto. Chissà, l'uomo che abbiamo appena visto potrebbe essere l'uomo più potente della terra tra pochi mesi.

Per il resto Portland è una città ombrosa e downtown è a portata di passeggiata. Grandi palazzi, diversi grattacieli, molti mendicanti, ma questo è il primo giorno da quasi venti che possiamo lasciare l'auto e girare a piedi e con i mezzi pubblici. Qui hanno addirittura una linea di tram che viene sbandierata come una grande opera pubblica per il trasporto di massa.

L'architettura della città è ovviamente moderna, ventesimo secolo, d'altronde prima la città non esisteva come tale. Molti alberi, palazzi in cemento vetro e acciaio, ma non oppressivi. Nel complesso almeno downtown trasmette una sensazione di vivacità è quasi giovanilistica per usare un termine caro a Francesco.

Pioneer Square è un piacevole punto di ritrovo, la gente si siede sulle grandi gradinate in cotto sotto il sole o all'ombra di qualche albero circondati su due lati da un grattacielo blu zaffiro e un edificio bianco alto. Sugli altri lati edifici di pochi piani ma squadrati. L'aria è di un posto serioso, impiegato in affari ma che lascia spazio per respirare. Intorno boutique di alta classe come Vuitton, Tiffany, Nike e gioiellerie varie.

Siamo fermi in uno Starbucks per bere qualcosa di fresco dopo la lunga cottura al comizio di Kerry. Starbucks è un posto strano, brutto, frettoloso, c'è poco posto da sedere e tutti che hanno urgenza di andare da qualche parte.

Manifestanti pro Bush La folla che ascolta Kerry Manifestanti pro Kerry