Il viaggio di ritorno

(22) ritorno a casa

Ieri sera sono uscito con Daniela, che mi ha ospitato questa notte, e siamo andati a Kerry Park per vedere i grattacieli e il porto di Seattle al tramonto. Siamo arrivati tardi per vedere il sole rosso riflettersi sulle pareti vetrate dei grandi edifici ma in tempo per goderci il crepuscolo, il fresco e le luci.

Oggi è una giornata con il cielo spesso e nuvoloso, moderatamente fredda, sempre meglio che ripartire con un bel sole che fa venir voglia di restare. Il ritorno dell'auto a Alamo Rent-a-car è stato semplice e diretto: ho guidato nel parcheggio e consegato la chiave in cambio di una ricevuta. Passerò oggi e domani tra aereo e aereoporti, già so che sarò presto stufo di sedere in una poltroncina d'aereo.

Prima tratta: Seattle Chicago dove sbrigherò le formalità doganali. Seconda tratta: Chicago Parigi, e saranno di nuovo una decina di ore di volo più otto di fuso orario. Ultima tratta: Parigi Torino, di nuovo a casa.

Lungo le strade qui in america si vedono soprattutto S.U.V. (i grossi gipponi e simili), van (quelli che chiamiamo monovolumi) e pick-up. Anche auto ma tutte grosse. Quelle a due porte non esistono. Guidando un auto grossa come una fiat Marea berlina ci si sente spesso come delle piccole creature schiacciate tra colossi. Ogni tanto si vedono delle auto americane anni 70 e 80 ma sono poche, il grosso dei veicoli è come quelli europeri solo più grossi e di forma diversa.

Sono in volo verso Chicago, l'aereo ha fatto un giro sopra Seattle dopo il decollo, è stato possibile contare i palazzi di downtown e anche vedere la zona dove vive Daniela. Dopo aver sorvolato le cime delle Cascades Range abbiamo potuto vedere il piatto e desertico Columbia Plateu e ora proseguiamo verso est sorvolando Idaho e poi Montana.

Ripartire è triste, soprattutto dopo questi venti giorni che sono volati così in fretta. Non mi sembra di essere stato via così a lungo, in un certo senso mi sembra di essere arrivato ieri, sensazione tipica da vacanze credo. La gente qui è stata tanto ospitale e aperta che mi sembra di essere sempre vissuto qui, credo che essere terra di emigrati non solo dall'europa ma anche dal resto degli USA abbia lasciato un segno forte e visibile nella gente.

Ore 19.00 (ora di Chicago), le 16.00 (ora di Seattle) o le 3.00 (ora di Parigi)? Sono di nuovo su un 767-300 in decollo per la trasvolata atlantica.

Dopo aver visto un film, fatto una cena frugale, e un pisolino ora fuori c'è l'alba che tinge di arancione un meraviglioso e sterminato letto di nuvole.