Victoria, Canada

una giornata in Canada, British Columbia

Oggi giornata in Canada. Innanzi tutto voglio il timbro sul passaporto e poi sono curioso di vedere la città di Victoria. Mica posso arrivare così vicino al Canada e poi snobbarlo, no?

Da Port Angeles parte un traghetto che in 90 minuti fa la traversata dello stretto di Juan de Fuca. questa mattina mi sono fermato un poco a downtown in Port Angeles per sviluppare i due rullini di foto che ho fatto. Oggi c'era una gara di costruzioni di sabbia e partecipano degli artisti molto bravi. Uno stava costruendo una mano ed era davvero bravo a rendere le sfumature della punta delle dita. Non ho potuto fare a meno di passare dalla libreria dove mi sono lasciato tentare da alcuni libri.

Ora sono sulla nave (mv Coho) e condivido le poltrone con una famigliola americana: padre ingegnere, madre con occhi color perla e due figlie, una sui sei anni e l'altra forse due. Sono molto simpatici e abbiamo chiacchierato un pò dell'Italia, degli U.S.A., del Canada, del lavoro qui e del lavoro in Italia. Siamo arrivati a Victoria, il primo approccio è di una città quasi europea, sembra quasi di essere in qualche punto di Londra o di Bath (eccetto, in questo caso, per l'architettura).

Mi sono fiondato in un ristorante per mangiare dove ci sono delle cameriere molto, molto carine. L'inglese è appena diverso, un pò meno biasciato e largo di quello a cui mi sto abituando. Comunque mi rendo conto che, a parte qualche parola, posso esprimermi molto più liberamente in inglese rispetto a quando sono arrivato.

Finalmente una cittadina che sembra tale, dopo più di due settimane! Gli edifici sono palazzi veri, non casette o baracconi in legno. I colori ricordano molto le città inglesi, così la folla pittoresca e multietnica. Gli odori sono fragranti e intrisi di mare lungo il porto, quindi gli incensi, spezie e profumi mano a mano che ci si addentra nelle vie più commerciali. Lungo i marciapiedi uomini-statua, suonatori ambulanti e mimi rallegrano i passanti.

Alcuni dettagli sono molto americani come i grossi negozzi di souvenir o i ciapa-ciapa (per dirla alla piemontese) che si trovano qui e là, ma dopo tutto i turisti USA sono i più diffusi qui.

Sono di nuovo sulla nave per il viaggio di rientro negli USA. Ho dovuto passare di nuovo attraverso l'immigrazione e la dogana, ma è stato veloce e senza problemi. Sono sempre più affascinato da Victoria, dai suoi colori e dalla sua vita. Ho comperato uno hot dog smoky (hot dog con la salciccia affumicata) ad una bancarella e ho scambiato qualche parola con la proprietaria, che è una bella canadese bionda, che mi ha consigliato di restare più a lungo in Canada.

Complessivamente l'impressione è stata estremamente positiva e dovrò, in futuro, mettere in conto un viaggio più serio anche in Canada. Caso mai reincontrassi la tipa degli hot-dog...

Nel viaggio di ritorno ho incontrato due tizi, prima o poi doveva succedere, tipici esempi di americano ottuso. Convinti che l'america tenga insieme il mondo, e che "noi non permetteremo mai che qualcuno possa prendere l'Italia" e così via. Per cui i francesi sono un popolo di gente orribile e stronza, che volare sia la cosa più pericolosa al mondo. Bene, così non verranno in Italia!

Il palazzo di giustizia di Victoria L'hotel Empress, Victoria Le strade di Victoria