Seattle e Mt Rainier

domenica, gita verso Mt Rainier

Ieri sera siamo andati a una festa di compleanno di due amiche di Daniela. Siamo stati in un pub e la festa è stata una cosa veramente all'americana: le due festeggiate sono state vestite con una fascia tipo miss mondo con su scritto cose tipo "happy birthday goodess" e una coroncina di plastica in similoro con tanto di luci rosse lampeggianti intorno. Sembra che queste specie di festicciole nei locali, per inciso in mezzo a tutti gli avventori non in uno spazio riservato, siano comuni, con tutti gli altri sconosciuti che prendono parte all'Happy birthday to you (Buon compleanno a te).

Oggi ci siamo alzati presto (anche secondo i canoni di mio padre) per andare su Mt. Rainier: la splendida montagna di ghiaccio e neve alta 14.000piedi cioè circa 4600 metri che si vede da Seattle. E' la classica gita fuori porta degli abitanti di Seattle, un pò come andare sul lago di Garda da Milano o andare in montagna da Torino, solo che sono 150miglia (240km), date le strade dalle due alle tre ore di viaggio.

Il ritorno è stato più veloce ma causa imbottigliamento ci sono volute lo stesso tre ore. La strada per raggiungere Paradise Lodge, da cui partono il grosso dei sentieri per scalare Mt Rainier, è una tortuosa strada lunga 25 miglia (40km) in un bosco fittissimo dove la luce e l'ombra si danno il cambio bruscamente e rendono a volte difficile guardare, ora accecati dal sole e ora nel buio.

Abbiamo seguito un sentiero che partendo da circa 1600 metri ci ha subito portati su splendidi prati fioriti di rosso, giallo e bianco e in breve su grosse lingue di neve che ancora resistono nonostante la bassa quota. Ogni tanto dalle nuvole veloci spuntava la cima del monte: un imponente panettone bianco su cui si distinguono notevoli seracchi.

Abbiamo desistito dal raggiungere Panorama Point per via della troppa neve da affrontare con semplici scarpe da ginnastica. Assieme a Daniela ed io è venuta anche una ragazza giapponese di nome Ci è, collega di Daniela che non aveva mai fatto prima una simile gita. I sentieri sono curiosi qui: è vietato uscire dal loro solco. Abbiamo provato a sederci subito fuori del sentiero per mangiare il pranzo ma una alpinista di passaggio ci ha prontamente sgridato e fatto spostare in un luogo più consono dove non avremmo danneggiato la preziosissima e fragile erbetta.

Una bella gita, faticosa soprattutto per la distanza e la lunga guidata, che stanca benchè guidare un auto col cambio automatico negli USA sia molto più rilassante che guidare in Europa. Ancora un paio di considerazioni. La giornata è stata calda e assolata,

la compressione dell'altitudine fa sì che l'ambiente alpino inizi 500 metri più in basso che da noi mischiando quindi boschi fitti a neve e fiorellini primaverili a luglio inoltrato.

Daniela è una ragazza dolcissima (oltre che molto carina). Mt Hood Paradise Lodge Ranger Station