Amsterdam e il ritorno a casa

L'Olanda

Stamattina siamo partiti di buon ora Inge ed io alla volta di Amsterdam, abbiamo preso due treni a due piani arancioni e ci hanno lasciato a Amsterdam Centraal dove ho lasciato i miei bagagli in una cassetta di sicurezza prima di andare in giro per la città. Amsterdam è una città molto curiosa, è piena di vita di persone che riempiono le strade ma non è molto colorata in compenso le case sono così storte che ogni tanto mi veniva il mal di mare davvero non si trovano due case vicine che pendano dalla stessa parte, probabilmente per colpa del terreno su cui poggiano che è molto morbido. Amsterdam è chiamata la Venezia del nord non a caso, è solcata da innumerevoli canali che la fasciano sia circolarmente che radialmente da partire dal centro storico. Le case sono molto tipiche tutte strette strette, poichè si pagavano le tasse in base a quanto era larga la casa, e alte tre o quattro piani praticamente una stanza sopra l'altra per pagare meno tasse. Tutte storte. Abbiamo seguito l'itinerario proposto da una piccola guida turistica cartacea che ci ha portato in giro per mezza giornata dalla casa di Anna Frank fino al Rijmuseum che contiene moltissimi quadri di scuola fiamminga davvero meravigliosi, fino a tornare alla stazione in tempo per prendere il mio treno.

Così il viaggio di ritorno è definitivamente iniziato, il treno che mi sta portando a Parigi sembra quasi un eurostar ma è molto migliore perchè è più spazioso soprattutto per contenere i bagagli. Le ultime immagini di Amsterdam sono ormai passate e il viaggio ormai prosegue sempre più veloce; un pò sono contento di tornare, i giorni sono passati veloci e l'insieme delle cose che dovrò fare nei prossimi giorni mi sembra quasi piacevole ma so bene che appena inizierò a farle rimpiangerò le vacanze. Questi ultimi tre giorni in Olanda mi sono serviti per concludere il viaggio in una specie di stacco intermedio tra l'affascinante originalità Britannica e la normale quotidianità che mi aspetta a Torino. Oggi ho finito il sesto rullino fotografico e quasi quasi iniziavo il settimo per riprendere tutti i buffi personaggi travestiti e truccati che popolano le piazze di Amsterdam. Così, mi sono dovuto preparare alla partenza, in ogni caso non avrei potuto ricompattare di nuovo tutte le mie cose nello zaino che già così è stracolmo. Riflettevo poco fà su una situazione curiosa: sono in Belgio,in Belgio, italiano su un treno Olandese diretto in Francia con dei biglietti Tedeschi e parlando Inglese, se questa non è Europa unita!

Sono appena salito a bordo del secondo treno, il girone infernale, benedette FS italiane. E' un treno notturno delle fs, sono tutte cuccette a sei posti strapiene e puzzolenti di sudore, di piedi, di gente ammassata. Riuscire a prendere questo treno è stato rocambolesco, provo a fare un breve resoconto della mia ora scarsa trascorsa a Parigi o meglio, sotto Parigi. Ore 21.20 arrivo a Paris Gare du Nord con circa venti minuti di ritardo, scendo dal treno e mi dirigo subito verso l'ufficio informazioni per capire dove andare, li una signorina molto gentile mi spiega che devo prendere la RER linea D fino a Gare du Lyon poi prendere la metrò linea 14 e arrivare a Bercy. Ormai sono le 21.30 e sono in coda per comprare un biglietto per la RER che, per la cronaca, sono alcune linee di treno che percorrono il sottosuolo di Parigi assieme alla metropolitana vera e propria. Il problema successivo è districarsi nelle scarse informazioni per prendere la RER nella direzione giusta. Per fortuna un inserviente cortese mi risolve il dilemma e mi metto in attesa del treno che arriva solo alle 21.51. Le fermate passano lente e sembra una lumaca più che un treno, fortunatamente alla fine arriva a Gare du Lyon e scendo cercando affannosamente l'imbocco della metrò linea 14 e quando la trovo mi parte sotto gli occhi un treno, pazienza sono solo le 22.02 aspetterò il prossimo. Arriva alle 22.06 e in due minuti netti mi lascia a Bercy dove mi lancio di corsa assieme ad una ragazza francese per le scale fino alla superfice di Parigi. Lei si chiama Nicolle è di Parigi ma parla molto bene l'Italiano e prende il mio stesso treno per fare le vacanze in Italia. C'è ancora un problema, la stazione non è li ma occorre fare alcuni isolati di corsa per raggiungerla e trovare, finalmente, il treno fermo al binario alle 22.15. Percorro tutto il treno fino alla mia carrozza, che ovviamente è la più lontana, e salgo proprio mentre il treno parte. Bolgia, italiani ovunque, eccomi a casa con buona pace della tizia dell'agenzia viaggi che mi ha garantito che non cerano problemi a prendere il treno.

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